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Parte la prima missione europea su Mercurio

Bepi Colombo, una sfida tecnologica da due miliardi di euro, viaggerà per i prossimi sette anni verso il pianeta più interno del sistema solare. E ha già inviato il suo primo selfie

22 Ottobre 2018 alle 13:39

La prima missione europea diretta verso Mercurio è stata lanciata il 20 ottobre. Se tutto va bene, tra sette anni la missione Bepi Colombo dovrebbe raggiungere il pianeta più interno del Sistema Solare e il più vicino al Sole, con temperature estreme, ancora pieno di misteri e cruciale per sottoporre la teoria della relatività di Einstein all'esame più severo che abbia mai affrontato. Nella base europea di Kourou alle 3,45 italiane il lanciatore Ariane 5 ha portato il veicolo che racchiude i quattro moduli che costituiscono Bepi Colombo nella posizione orbitale che gli permetterà di prendere la direzione corretta per cominciare il viaggio verso Mercurio. A bordo, come in una matrioska, in un unico veicolo largo poco più di sei metri, largo quasi quattro metri e alto 3,6 chiamato Mcs (Mercury Composite Spacecraft), sono assemblati i quattro moduli della missione, destinati ad attraversare insieme il Sistema Solare per separarsi una volta arrivati nell'orbita di Mercurio, nel 2025.

  

A meno di 24 ore dal lancio, il veicolo ha inviato a Terra la prima immagine di uno dei suoi grandi pannelli solari.

  

Nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali di Europa (Esa) e Giappone (Jaxa), la missione Bepi Colombo vede l'Italia in prima fila con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) con le sue strutture di Roma e Padova, l'università Sapienza di Roma. Importante anche la partecipazione dell'industria italiana con la Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), co-primo contraente con la tedesca Airbus Defence and Space per la realizzazione di alcuni sistemi del modulo europeo della missione Mpo (Mercury Planetary Orbiter), fra i quali il controllo termico. Una sfida tecnologica da due miliardi di euro, come l'ha definita il direttore generale dell'Esa, Jan Woerner. I due miliardi del costo complessivo della missione, alla quale si sta lavorando da circa 20 anni, vengono in gran parte dall'Esa, parte dagli stati membri che hanno contribuito alla missione con degli strumenti e in parte dalla Jaxa. Secondo Woerner, tra le novità principali di Bepi Colombo c'è “in primo luogo il fatto che è una missione diretta a un pianeta caldissimo come Mercurio, il più vicino al Sole; in secondo luogo è la prima volta che la propulsione solare elettrica viene utilizzata per un viaggio così lungo”. Andare nella direzione del Sole significa inoltre risentire della sua fortissima gravità ed essere costretti a frenare costantemente.

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