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A Roma tutti giardinieri mentre Veltroni presenta il suo primo film

Ai Parioli i residenti potano gli alberi che la Raggi non taglia. Nessuno fa più il mestiere suo. Come l'ex sindaco: regista

10 Marzo 2019 alle 06:00

A Roma tutti giardinieri mentre Veltroni presenta il suo primo film

Foto Imagoeconomica

Il vento forte degli ultimi giorni – quasi a compensare le mancanze del comune – ha trasformato i romani in esperti giardinieri, un po’ come accadde nel ‘97 quando il duo Bertelli/Prada presentò “Luna Rossa” creando un impero economico (loro) di saputelli (nostri) sull'America’s Cup e barche, nonostante molti non ci fossero mai saliti. Dopo le primarie del Pd, dicono, viviamo “Tempi Nuovi”, ma per ora ce ne accorgiamo solo a teatro, all’Ambra Jovinelli – con Maurizio Micheli e Iaia Forte, perfetti nell’omonima pièce della Comencini – e al Teatro Tor Bella Monaca – ogni sera sold out grazie anche a “Uno zio Vanja” di ČCechov, con Vinicio Marchioni, Francesco Montanari e Milena Mancini, e scusate se è poco.

 

“C’è tempo” per i buoni sentimenti che non bastano mai, spiega Walter Veltroni alla prima del suo film che esce oggi. Il suo pubblico all’Adriano è l’esaltazione della diversità come l’arcobaleno che coinvolge (per mestiere) Stefano Fresi nel film, la Unilever/Algida (che riprodurrà il ghiacciolo quattro gusti), i bar e i banchi frigo. Le coppie Laurito/Arbore, Castellitto/Mazzantini sono le prime ad arrivare, seguite dal trio Minniti/Richetti/Finocchiaro (Anna); ci sono Lina Sastri in bianco e Andrea Delogu, splendida, in nero, una Simona Marchini spumeggiante tra Laura Ephrikian – la regina dei “musicarelli” amati dal giovane Uólter –D’Alema, Pippo Baudo e il rabbino capo Riccardo Di Segni. Dimentichiamo la “tuDa” Nike di Frank Matano grazie all’eleganza senza tempo di Gigliola Scola, Paolo Taviani e Renzo Piano mentre il regista, “sempre lo stesso, sempre diverso”, citando la canzone degli Stato Sociale da lui scelta, ricorda che dalla politica non deve tornare, “perché non sono mai andato via”. Alla fine sono tutti un pò frastornati perché vorrebbero sapere “di cosa è fatto il vento”, come si chiede nel film. Aspettiamo (anche noi) una risposta.

Giuseppe Fantasia

E’ nato a L’Aquila nel 1979, è laureato in Giurisprudenza ma ha scelto di fare il giornalista, prima a Skytg24, poi all’Huffington Post e a Il Foglio, dove tutt’ora si occupa di libri, arte e spettacolo. Vive a Roma ed è facile incontrarlo nelle cene e feste più glam, ma se siete dei veri nottambuli, ogni venerdì notte lo trovate su Rai Uno, ospite fisso della trasmissione ‘MilleeunLibro- Scrittori in tv’, dove parla (ovviamente) di libri, cercando (a modo suo) di consigliarne i migliori.

Twitter: GiFantasia

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