Lo showroom di Zingali Acoustics

"Non vogliamo aiuti di stato, ma strade senza buche e fibra ottica"

Giuseppe De Filippi

Parla Zingali, l’industriale dell’alta fedeltà che cresce e fattura malgrado tutto sia un colabrodo

Ci sono le solite cose che non vanno, le lamentele standard, degli imprenditori italiani (fisco, energia, burocrazia), nelle parole di Giuseppe Zingali. E poi c’è un di più che è proprio dell’area romana-pontina, dove un tempo si era sviluppata la maggiore presenza industriale del Lazio. E che ora invece gli fa ripetere “qui c’è un’azienda aperta e due chiuse” un paio di volte durante la nostra conversazione e più in generale a mettere in fila i classici argomenti problematici per le aziende italiane, ma, appunto, con un’aggiunta locale. E quindi “la via Pontina che è più un freno che una strada, particolarmente per chi come noi esporta e deve raggiungere Fiumicino o le autostrade, mentre il passaggio verso sud, che potrebbe essere una valida alternativa portandoci sulla A1, è in condizioni persino peggiori”.

 

La sua azienda è uno dei tanti piccoli miracoli italiani in cui ci si imbatte frequentando un po' il mondo degli imprenditori. Una passione giovanile per la musica (studiava pianoforte) e un po’ di fastidio per quei suoni riprodotti e amplificati rovinati dalle casse degli impianti di quella che negli anni ’70 ancora si chiamava alta fedeltà. “Negli 80, quando ero al liceo – ci racconta – a Roma c’erano decine di negozi legati alla musica e appunti all’alta fedeltà e la fiera di Roma riempiva i suoi stand con la rassegna Roma Suono. Ma non trovavo mai, neppure tra i migliori marchi internazionali, prodotti che facessero giustizia alla vera bellezza della musica. Allora cominciai a guardare dentro alle casse, a smontarle e a cercare di capire cosa si poteva migliorare. Poi a costruirne qualcuna e a venderle, col passaparola, tra compagni di scuola. Poi l’avvio di un’attività in proprio, il rapporto conquistato con la società leader del settore che mi consentì di affiancare il mio marchio al suo per alcuni prodotti di altissimo livello. Anni di crescita e buoni risultati e poi la crisi del 2008 che impone un ripensamento”.

 

Abbiamo fatto una cavalcata nella storia della Zingali per raccontare come si possa resistere alla crisi mondiale e poi alla frenata di Roma e della sua provincia. Come avviene per gran parte del sistema industriale la crisi non è solo un periodo da mettere tra parentesi, ma porta un cambiamento delle condizioni di mercato. “Quando i clienti hanno cominciato a fare selezione tra le loro spese – ci racconta – la qualità della riproduzione musicale in casa è stata tagliata. E il mercato da allora è diventato dei cinesi. Inutile combatterli sul loro terreno. Serviva uno spazio nella parte alta e professionale del mercato. Ed è proprio ciò che abbiamo fatto, con il contributo di compagni di strada straordinari, come Maurizio Stirpe con cui ho un ottimo rapporto di amicizia (e nel nuovo stadio del Frosinone appena inaugurato gli altoparlanti e la loro qualità sono stati notati da tutti)”. E ora, proprio assieme a Stirpe (entrato con una quota nell’operazione), Zingali punta a un altro salto, quello verso l’automotive di lusso. E’ in trattativa stretta con Bmw. “La risposta – ci dice – dovrebbe arrivare proprio in questi giorni. Ma siamo fiduciosi perché la qualità dei nostri prodotti è indiscutibile, anche grazie a un colpo di fortuna, perché il cuore dei nostri amplificatori e dei nostri diffusori, che è una speciale tromba in legno, si adatta perfettamente, per dimensioni e materiali, alla costruzione di automobili". E sta avviando contatti con Maserati, Lamborghini, Mercedes.

 

“Guarderò al tavolo per Roma, alle iniziative per il rilancio del nostro territorio- ci dice – ma ricordando sempre che in Italia c’è comunque una zavorra per le imprese. Non è una scoperta di oggi, ma per noi, muoversi sul mercato del lavoro è sempre molto costoso, con il raddoppio esatto del costo di una retribuzione tra tasse e contributi. Quindi bene l’attenzione per Roma e area industriale pontina. Non chiediamo aiuti specifici o altre cose del genere, ma solo miglioramenti infrastrutturali, compresa ovviamente l’infrastruttura per la trasmissione dei dati". Ma alla Zingali, anche se il tavolo non dovesse produrre grandi risultati, sono comunque pronti a crescere. Il piano di sviluppo verso il settore auto è pronto e almeno 10 assunzioni sono in vista.

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