Preghiera

Il decadimento di Salsomaggiore Terme è il decadimento dell'Italia

Camillo Langone

Girovagando tra alberghi liberty abbandonati, aggrediti da umidità e vegetazione, ho l'impressione che non solo le città ma anche le nazioni "termine hanno"

Non mi pare “nova cosa” e tuttavia mi pare “cosa forte” il disfacimento delle città, cantato da Dante nel Paradiso: “Se tu riguardi Luni e Orbisaglia / come sono ite, e come se ne vanno / di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia”. Mi aggiro per Salsomaggiore Terme e per la frazione Tabiano e davvero mi viene in mente Luni, solo che lì le rovine sono l’anfiteatro e qui gli alberghi. Fra tutti si stagliano per spettacolare decadenza i grand hotel già liberty e ora piranesiani, abbandonati, sprangati, aggrediti da umidità e vegetazione. Certo, si può addebitare il tutto alla crisi anzi alla morte annunciatissima del termalismo, ma è difficile non restare turbati dal numero di serrande abbassate, di tapparelle rotte, di cartelli “Vendesi”. E’ difficile non immaginare Salsomaggiore come epitome dell’Italia, non sospettare che non soltanto le “cittadi”, anche le nazioni “termine hanno”. Poi però entro nel Duomo dall’inatteso stile fasciofuturista e ho una visione ancora più inattesa, dei bambini che si confessano per la prima comunione. In un grande cimitero, piccoli fiori.

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