cerca

Preghiera

Se le dimensioni sono tutto

A differenza delle opere di Christo la Gioconda, una tavoletta 77x53 centimetri, non sarebbe certo dieci volte più importante se fosse dieci volte più grande

1 Luglio 2020 alle 06:00

Se le dimensioni sono tutto

L'opera “Floating Piers” realizzata da Christo sul lago d'Iseo nel 2016 (foto LaPresse)

Gli illustrissimi vecchioni dell’arte contemporanea la piantino di morire a raffica perché poi in occasione del trigesimo mi tocca l’antipatico ruolo del critico severo. Poco dopo Celant e dunque esattamente trenta giorni fa è morto un altro campione del mainstream artistico, Christo, la cui opera va studiata per capire la differenza fra grande arte e arte grossa. I suoi impacchettamenti, iconoclastia per fortuna effimera, mi ricordano la carta geografica in scala uno a uno immaginata da Borges. Lì abbiamo una totale inefficienza cartografica (una carta in scala uno a uno non serve assolutamente a niente), qui abbiamo una notevole inefficienza artistica (un’opera troppo grande è troppo entropica, rispetto allo sforzo compiuto per realizzarla aggiunge troppo poco alla realtà). Si pensi a “Floating Piers”, la passerella gialla sul lago d’Iseo: fosse stata stesa sulla piscina di casa non se ne sarebbe accorto nessuno. Mentre la Gioconda, una tavoletta 77x53 centimetri, non sarebbe certo dieci volte più importante se fosse dieci volte più grande… A differenza che in Leonardo (ma potevo anche citare Piero o De Chirico), in Christo la dimensione è tutto. E se in un’opera d’arte le dimensioni sono tutto l’opera è quasi tutto e l’arte, a trenta giorni dalla morte qualcuno deve pur dirlo, è quasi niente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Chichibio

    03 Luglio 2020 - 14:17

    Di più. Ogni opera d'arte pretende di nascere nella sua dimensione. Impensabile una Gioconda grande il doppio. Come anche per dire cose intelligenti: non occorre gridare.

    Report

    Rispondi

  • joepelikan

    01 Luglio 2020 - 09:35

    Christo (requiescat in pacem) apparteneva più allo show business che all'arte... Del resto, l'arte contemporanea appartiene solo a tre categorie, che di artistico non hanno niente. 1) opere che fanno marketing insultando la sensibilità morale e religiosa credendosi dei gran libertari ma essendo solo dei poveretti 2) opere senza valore artistico ma con mero valore di scambio nello stock market dell'arte contemporanea 3) opere, come quelle di Christo, che fanno parte appunto dello show business piuttosto che dell'arte. Ormai, l'unica arte d'interesse è quella che viene prodotta nei circuiti locali...

    Report

    Rispondi

  • AndreaQualunque

    01 Luglio 2020 - 08:40

    Abito, vivo e amo il Lago d'Iseo. E quell'opera non andai mai a vederla. Perchè l'opera d'arte fù il lago, e quella passerella solo stucchevole decorazione.

    Report

    Rispondi

    • Alessandro2

      Alessandro2

      07 Luglio 2020 - 14:46

      Perfetto. Ci vado spesso, in quelle settimane lo evitai accuratamente.

      Report

      Rispondi

Servizi