cerca

Ogni volta che si beve un vino biologico nasce un nazista

Bere bottiglie che sminuiscono l’importanza enologica dell’uomo e quindi della cultura diffondono la convinzione che sia giusto lasciar libero corso alla natura in qualsiasi campo

7 Aprile 2017 alle 06:12

Ogni volta che si beve un vino biologico nasce un nazista

Foto LaPresse

Ogni volta che bevi un vino biologico, nasce un nazista. Me l’ha fatto pensare Baudelaire: “E’ la filosofia, è la religione che ci ordina di nutrire i genitori poveri e infermi. La natura ci comanda di ucciderli”. Guarda caso ho riaperto il Meridiano del grande francese proprio alla vigilia delle fiere del vino cosiddetto naturale: da oggi all’Areaexp di Cerea (ViniVeri – Vini secondo Natura) e all’Arsenale di Verona (BIOlogic), da domani a Villa Favorita di Sarego (VinNatur), da dopodomani alla Fiera di Verona (Vinitaly Bio). Si berranno bottiglie che sminuiscono, a volte fino a mendacemente negare, l’importanza enologica dell’uomo e quindi della cultura, enfatizzando il ruolo della terra e quindi della natura. Diffondendo sempre più la convinzione che sia giusto lasciar libero corso alla natura in qualsiasi campo. Peccato che la natura sia darwinista e nazista, una verdeggiante via di mezzo fra Sparta e Auschwitz dove la prima legge è la sopravvivenza del più forte e dove non c’è posto per i vecchi e per i malati (soggetti a cui solo la cultura, a cominciare dai testi sacri, conferisce dignità). Il vino biologico, ossia prodotto senza chimica e senza ogm, inevitabilmente induce a credere che sia giusto abolire chimica e ogm anche negli altri comparti agricoli: ne morirebbero, per fame, più che a Dachau. Le brave persone non bevano vini naturali, bevano vini culturali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Silvius

    19 Agosto 2017 - 14:02

    Non sono ancora riuscito a bere un vino bio anche solo decente. Il vino bio è nemico della cultura: la sola bottiglia bio mai entrata in casa mia, esplose riversando il suo contenuto su un'intera fila della mia libreria. Ed era pure vino rosso. Ora i miei libri sono macchiati di quella schifezza. Fosse almeno stato un Barolo divino (scusate il bisticcio). Bio vade retro!

    Report

    Rispondi

  • Malandrino

    07 Aprile 2017 - 12:12

    Splendido. Dovrebbe essere una verità scontata, ma oggi è occultata come capita in ogni età oscurantistica. la cultura ormai annaspa in ogni campo, quasi moribonda. ma uva e vino non esisterebbero senza l'uomo. la destinazione naturale della vite è il legno, cioè la riproduzione di se stessa. E quella del succo d'uva, cioè il mosto, è l'aceto. poveri noi. Attenti alle truppe infernali dei naturalisti. luigi cataldi madonna

    Report

    Rispondi

Servizi