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Si legga il libro di Marco Ferrante come manuale di stile

Preghiera borghese numero 2. Si legga “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante non solo come fertility novel, pure come manuale di stile.

6 Ottobre 2016 alle 06:18

Si legga il libro di Marco Ferrante come manuale di stile
Preghiera borghese numero 2. Si legga “Gin tonic a occhi chiusi” di Marco Ferrante non solo come fertility novel, pure come manuale di stile. I personaggi del romanzo più borghese del decennio sanno dove bisogna abitare, quali autori leggere (Arbasino su tutti), quali persone frequentare (no insegnanti che sono tendenzialmente di sinistra e quindi “concentrati sui diritti”), quali parole evitare (“Il mio uomo, assolutamente no, non le piace, troppo centro commerciale; il mio compagno, meno che meno…”), quali riti adempiere (i funerali, i cocktail…), quali bicchieri comprare (Riedel e Pathos), quali cravatte indossare (di maglia), quanti gusti di gelato scegliere (massimo due: tre gusti è da Balduina, quattro gusti è da Tor Tre Teste). Si legga Marco Ferrante, non Elena Ferrante che forse non si chiama Ferrante e che senz’altro è letta dalle insegnanti. Si legga Marco Ferrante e ci si migliori.

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