Il numero due di Vannacci, Simoni: "Salvini è scaduto. Lui con noi di Fn? Non escludiamo nessuno!"

Il coordinatore di Futuro nazionale: "Il leader del Carroccio non avrebbe chance di essere eletto con noi. Ma affonderà alle politiche, ormai vale come Renzi. La Lega affronta una crisi ormai irreversibile, con noi solo un 'matrimonio di convenienza'. Se Giorgia Meloni vuol vincere dovrà per forza di cosa trovare l'intesa con noi"

20 AGO 26
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Roberto Vannacci e Massimiliano Simoni - foto LaPresse

"Salvini in Futuro nazionale? Beh, noi non escludiamo nessuno, ma non avrebbe chance di essere eletto!". Lo dice al Foglio il numero due di Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale dei futuristi Massimiliano Simoni. Consigliere regionale (eletto con la Lega ma cresciuto in An) in Toscana, è il braccio destro del generale da sempre. E con il nostro giornale commenta l'implosione che sta subendo il Carroccio da qualche settimana. Salvini è messo all'angolo, protetto da una schiera di fedelissimi. Ma: "Il suo tempo è scaduto. La Lega affronta una crisi ormai irreversibile". Simoni fa un paragone con l'altro Matteo: "È come Renzi, la fiducia degli italiani non c'è più e non potrà più essere recuperata".
Come quello del Papeete, anche questo agosto per Salvini è tutto fuorché rilassante. Ma secondo Simoni "non farà un passo indietro", anzi: "Matteo affonderà con tutta la barca alle politiche del 2027, anche perché, diciamo la verità, veri leader nazionali all'orizzonte non li vedo nella Lega". C'è Zaia. "Che è il più bravo, ma non potrebbe mai essere votato al centro sud, risulta incomprensibile anche per la 'lingua'". L'ingresso di Vannacci, e la sua nomina a vicesegretario, secondo Simoni, hanno solo "allungato l'agonia" di un partito che sembra man mano disfarsi. Ma che invero ha contribuito al successo stesso di Fn. Si dà a Cesare quel che è di Cesare: "Il nostro è stato solo 'un matrimonio d'interesse'", minimizza Simoni. "Noi a Salvini e alla Lega abbiamo dato i voti che gli servivano per sopravvivere (e far eleggere immeritatamente da noi in Toscana Susanna Ceccardi)", mentre "a noi Salvini ha dato un posto in lista, poi tradotto nella candidatura di Vannacci in 5 collegi diversi, proprio per rafforzare il concetto di tirare le liste" il più possibile.
Si guarda alle elezioni del prossimo anno, al 2027, e come a sinistra anche a destra c'è un tema di alleanze. Il centrodestra attuale non sembra essere ancora pronto ad accogliere i futuristi al suo interno, così come i futuristi non sembrano pronti a prostrarsi al centrodestra. Ma da soli non si vince: "Da solo non vince nessuno! Ma di passi avanti per entrare in coalizione insieme non sono stati fatti, si continua a sottovalutare Futuro nazionale", dice Simoni. I maggiori veti all'ingresso di Fn li pone proprio la Lega, ma spiega sempre il coordinatore nazionale: "Credo che il Carroccio abbia molto da pensare a sé stesso, e credo anche che in prossimità delle elezioni valga in percentuale poca cosa da poter fare la voce grossa". Per questo, aggiunge: "Giorgia Meloni, conoscendola bene, alla fine guarderà alla sostanza e se vuol vincere dovrà per forza di cosa trovare l'intesa con noi".
Ma gli ostacoli non sono pochi e la distanza tra il centrodestra e Futuro nazionale è proprio lì dove c'è il divario tra ciò che si è promesso all'opposizione e ciò che non si è fatto al governo: "Il centrodestra non ha trovato il coraggio di fare quello che da anni ha detto che avrebbe fatto su sicurezza, sociale, famiglia, salute e piccola impresa. Arrivato nelle segrete stanze del potere si è apparecchiato e seduto, adeguandosi al menù", dice Simoni. E critica anche la classe dirigente: "Ha sacrificato la miglior classe dirigente per promuovere solo yes men".
Al centro della proposta di Futuro nazionale è arrivato la scorsa settimana, dopo mesi di attesa, il B.I.P, il programma. Al centro remigrazione e sicurezza, ma anche Russia, natalità, disarmo. Con coperture economiche che molti commentatori hanno definito un po' "deboli" e proposte riciclate dai programmi elettorali del centrodestra. Simoni nel controbattere tira fuori anche la curva di Laffer (un modello economico che mostra il legame tra le aliquote fiscali e le entrate dello stato): "Questa ci insegna che quando la pressione fiscale è eccessiva, il gettito dello stato diminuisce. L'Italia è tra i paesi con la pressione fiscale reale più alta al mondo. Abbassando le tasse aumenteremo occupazione, produttività e gettito", dice. Lezione d'economia. E aggiunge: "Dopodiché è surreale che le altre forze politiche che hanno ideato il Superbonus e dato milioni di euro di armi a Kyiv vengano a dire a noi che non possiamo trovare i soldi".
Ma la punta di "diamante" dei futuristi resta la remigrazione, nel programma illustrata in ben ventidue misure. "Oggi le politiche di remigrazione non vengono fatte perché non c'è la volontà politica. Basti pensare che il ministro degli Esteri, che dovrebbe occuparsi degli accordi con i paesi di origine, appartiene al partito più immigrazionista della coalizione", dice Simoni. La salsa salviniana resta la stessa ma cambiano le parole. Il primo appuntamento alle urne, piccolo, è in Calabria i prossimi 26-28 settembre per le elezioni suppletive della Camera. Audaces fortuna iuvat.