Politica
l'intervista •
Vannacci sceglie un responsabile nazionale per le terme e punta a conquistare i voti del settore
"Sono un volano economico da paura. Bisogna riqualificare le aree termali e abbassare i costi con più concorrenza. Possono aiutare la sanità italiana", dice Umberto Fusco, ex leghista e da oggi responsabile termalismo per Futuro nazionale. Tra fascinazione per l'antica Roma e strategia

Foto ANSA
L'organigramma di Futuro nazionale si arricchisce di una nuova posizione: il responsabile nazionale del termalismo. Il suo nome? Umberto Fusco. "L'intuizione è stata mia – dice al Foglio –. Oggi il nostro partito è l'unico ad avere una figura del genere al suo interno. Le terme sono un volano economico da paura". Prima di diventare futurista, Fusco ha militato nella Lega, con cui è stato anche senatore fino al 2022. "Ho cercato di spingere il Carroccio a intervenire sul tema del termalismo. Ma non ho mai ricevuto risposta". In Roberto Vannacci invece ha trovato orecchie aperte. "Lo ringrazio tanto per avermi ascoltato. Del resto lui ha cominciato la sua escalation proprio in una città termale come Viterbo, grazie a un evento organizzato da me". L'anno era il 2024, fra i temi dell'incontro c'era anche il termalismo e il generale era ancora un uomo della Lega. Ma proprio al Foglio Fusco presagiva un avvenire diverso: "Chiedetevi una cosa: perché il mio amico generale non vuole prendere la tessera del Carroccio? Se ne vedranno delle belle", aveva detto. Oggi che il partito vannacciano corre nei sondaggi, Vannacci ha deciso di premiare il fiuto di Fusco con una nomina cucita su di lui. "Mi occupo del settore termale da quando ero consigliere comunale a Viterbo", ricorda l'ex leghista, che non nega che l'intuizione possa essere utile al generale anche per fini elettorali: "La politica è così. Il settore è rimasto dimenticato negli anni. Noi dobbiamo stare vicino a questi imprenditori, e ne sarebbero contenti anche quelli che fruiscono dei loro servizi".
Eppure nel corso degli anni il settore è stato tutt'altro che trascurato dai partiti politici. Dal 2021 al 2022 è stato attivo un "Bonus terme" da 200 euro (il fondo totale ammontava a 53 milioni di euro) pensato per incentivare gli acquisti di servizi termali presso gli stabilimenti accreditati. Mentre nel 2024 dalle parti di Forza Italia e Lega si è addirittura pensato a un credito d’imposta per coprire il 50 per cento delle spese di ristrutturazione delle aziende termali, con un tetto massimo di 250 mila euro per ogni beneficiario. Allora quali sono i problemi principali da risolvere? "Non saprei, non è che sono inserito nel mondo termale", dice il responsabile del termalismo. Che poi a poco a poco tira fuori le grane che attanagliano il comparto: "Quando uno va in un'area termale pubblica e ha bisogno di andare al bagno non può certo andare nei bagni chimici, che fanno schifo. Dobbiamo fare qualcosa". E poi? "Dobbiamo riqualificare le aree di proprietà del demanio, ma anche intervenire anche sui costi per rendere le terme fruibili a tutti. Non è che per fare un bagno termale bisogna farsi fare un prestito. Se c'è concorrenza si abbassano i prezzi. Serve il termalismo libero". Di sicuro non si otterrà applicando la direttiva europea Bolkestein, da cui nel 2018 il settore (dopo un'agguerrita battaglia legale condotta da Federterme) è riuscito a farsi escludere, cancellando per il comparto l’obbligo di rinnovare e affidare le concessioni mediante gare pubbliche, in quanto si tratta di un’industria che anche eroga servizi di carattere sanitario. "Le terme possono essere un servizio complementare al sistema sanitario nazionale. A Viterbo c'è gente che usa l'acqua termale per curare le ferite che non si chiudono", dice Fusco. Che ha già in mente di realizzare un censimento di tutte le località termali in Italia e poi di proporre una scuola per preparare i futuri addetti del settore, oltre che parlare con gli esercenti e "sensibilizzare le amministrazioni per riprendere in mano le terme pubbliche abbandonate. Da oggi – promette Fusco – faremo un sacco di eventi nei luoghi termali".
D'altra parte, la passione di Vannacci per l'antica Roma ben si sposa con questa sua attenzione per le terme. Furono gli antichi romani, duemila anni fa, a costruire edifici termali in ogni angolo dei loro domini. È nella loro epoca che il settore raggiunse il culmine dell'importanza per il culto del corpo tra calidarium e frigidarium. Ed è proprio a quel periodo storico, a quell'immaginario tutto legioni e sesterzi, che Vannacci si rifà nei tantissimi video AI che pubblica sui social, in cui compare travestito da imperatore romano e addirittura decide la morte degli esponenti del campo largo in un'arena. "Vannacci è l'imperatore", scherza Fusco. Nel frattempo, alle acque sulfuree il generale continua a preferire quelle salate del Lido di Camaiore, in Toscana. Da cui oggi si è messo a regalare un kit di gadget 'identitari' con paletta, secchiello e pistola ad acqua. Tutto a marchio Futuro nazionale, ovviamente.
