Il progressista Roberto Vannacci

Il programma di Futuro nazionale rivendica orgogliosamente la propria continuità con i valori greci, romani e cristiani. Siamo sicuri che il generale li abbia realmente compresi?

12 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 12:34
Immagine di Il progressista Roberto Vannacci

Foto ANSA

Nel programma sansepolcrista di Futuro Nazionale, a causa degli spropositi più lampanti, rischia di passare inosservato un dettaglio infilato fra le righe: la necessità cioè, per chi richieda la cittadinanza italiana, di aderire al sistema di valori greci, romani e cristiani.
Valori cristiani: ad esempio porgere l’altra guancia (anziché menare gli immigrati per strada), perdonare settanta volte sette (anziché predicare la tolleranza zero), dare tutti i propri averi ai poveri (anziché remigrarli), credere che il Papa sia vicario di Cristo (anziché sostenere con entusiasmo lo scisma lefebvriano).
Valori romani: ad esempio credere nell’insormontabilità della legge (anziché ricorrere al farsi giustizia da soli), estendere la cittadinanza agli abitanti dell’Africa e dell’Asia (anziché, vabbe’, ci siamo capiti), tollerare i diversi culti religiosi e le usanze degli stranieri (anziché rimpiangere un’identità italiana immaginaria).
Valori greci: ospitare gli stranieri che chiedono asilo (anziché rispondere di arrangiarsi a casa loro), prediligere il confronto razionale evitando la tracotanza (anziché prediligere la tracotanza evitando il confronto razionale), praticare il libero amore, anche omosessuale (anziché difendere il modello di famiglia tradizionale). Hai capito questo Vannacci, non lo facevo così progressista.