Politica
L'intervista •
Parla Bignami (FdI): "Scalfaro? È divisivo. Conte si sta mangiando il Pd"
Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dopo le parole sull'ex capo di stato: "Non mi sembra di avere detto nulla di sorprendente. Vannacci? In cerca di visibilità. Divisioni sul Safe? La sinistra si divide, non noi. Legge elettorale? Non ho motivo di essere preoccupato"
7 AGO 26

Galeazzo Bignami - foto LaPresse
La bagarre, la polemica, non si è placata. L'opposizione va all'attacco. Galeazzo Bignami, quelle parole su Scalfaro, il capo dello stato che avrebbe "liberato 300 mafiosi", le ripeterebbe? "Lasciamola stare la presidenza della Repubblica. Parliamo della figura di Oscar Luigi Scalfaro: fu un personaggio divisivo", risponde il capogruppo di FdI. Il colonnello meloniano rilancia? "È nei fatti, sin dalla caduta del primo governo Berlusconi. Ricordo anche il suo famoso 'non ci sto', dopo Tangentopoli. Non mi sembra di avere detto nulla di sorprendente".
Bignami prosegue, ribadisce: "Nulla di sorprendente, a meno che qualcuno ritenga che si debba difendere a prescindere chiunque abbia ricoperto un ruolo istituzionale. Ad attaccarmi sono gli stessi che avevano chiesto l'impeachment di Cossiga". Si tratta però di una accusa grave, per molti una falsità, pronunciata durante il dibattito parlamentare sulla chat di Delmastro. "Mi faccia fare chiarezza". Prego. "Io stavo rispondendo a chi ci chiedeva di smettere di parlare di Borsellino. E ho ricordato che Scalfaro, sostenuto dalla sinistra, fu l'alternativa a Borsellino, che noi con l'allora Msi abbiamo votato. A differenza di altri rivendichiamo anche le sconfitte. Se fosse stato eletto non sarebbe morto e avrebbe condotto battaglie giuste per l'Italia, sarebbe cambiata la storia di questo paese", insiste il capogruppo FdI, alludendo forse, anche, al pensiero di Indro Montanelli, che scrisse come a favorire l'elezione di Scalfaro fossero stati "i mille chili di tritolo", più che i grandi elettori.
"Comunque ho un rimpianto". Che intende? "Non aver ricordato a Conte, in Aula, anche dei mafiosi liberati dal suo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede". Ieri avete avuto una nuova occasione per rinnovare lo scontro in commissione Covid: secondo Conte quell'organismo non è altro che una clava politica creata apposta per colpirlo e senza fare luce sull'operato delle regioni. "Il leader del M5s è afflitto da egocentrismo. Il lavoro svolto dalla commissione è previsto dalla normativa sanitaria internazionale, si chiama: revisione dopo l'azione. È un obbligo giuridico. Ma per lui è un complotto. Noi vogliamo solo accertare la verità, capire se qualcuno ha approfittato del suo ruolo per fare affari, nascondendosi dietro l'emergenza".
Passiamo alla maggioranza: mercoledì sulla Nec, sullo scostamento di bilancio per energia e difesa, ci sono state frizioni. La Lega s'è impuntata, ha chiesto modifiche sul passaggio relativo al Safe, minacciando di non votare. "La risoluzione ci andava bene prima e l'abbiamo votata anche dopo. La sostanza è rimasta inalterata". E però quel prestito europeo, da usare anche per le armi, potrebbe diventare un problema. Crosetto e Salvini non sembrano vederla esattamente allo stesso modo. "Il Safe – dice Bignami – è uno strumento a disposizione e in base all'andamento dei fatti decideremo come usarlo, come del resto è scritto nella risoluzione di maggioranza. È l'opposizione che si è divisa un'altra volta. Quello che è successo nel Pd è sintomatico del fatto che Conte si sta mangiando il partito dem. Fanno polemica per nascondere la loro inadeguatezza".
Anche dalle vostre parti tuttavia ci sono questioni da chiarire. Oltre alle tensioni che aumentano – dalla Lega a FI, su vari provvedimenti – c'è Roberto Vannacci, che cresce nei sondaggi e incalza il governo, anche riportando in cappio il Parlamento, come è accaduto proprio nel dibattito sul Safe. Può essere decisivo alle prossime elezioni, vi preoccupa? "Io credo che Futuro nazionale abbia un'esigenza di visibilità, dovuta alla loro marginalità politica. Ma l'anno prossimo la vera scelta sarà tra Meloni e Schlein". Confidate insomma nel voto utile. "Certo, nel senso – spiega Bignami – che quello per FdI è un voto utile a evitare che l'Italia diventi un'enorme Ceuta, che riapra i confini con una spesa da oltre 5 miliardi l'anno per l'immigrazione, per esempio". Sono posizioni che anche i futuristi sostengono. Le convergenze non sembrano impossibili e Vannacci dice di aspettare una chiamata da Meloni. Bignami esclude un'alleanza? "Anche due giorni fa, sul decreto Giustizia, hanno votato contro la fiducia. E non è la prima volta. È come chiedere ad Avs se fosse disponibile a fare un governo con Meloni", sorride il capogruppo, spiegando che Vannacci "utilizza i sondaggi, che valgono molto relativamente, e certa stampa per guadagnare spazio".
Nel frattempo la maggioranza ha trovato, o almeno così pare, l'intesa sulla legge elettorale, tra preferenze e alternanza di genere. "E di questo siamo soddisfatti, è una legge che porterà stabilità, nell'interesse degli italiani. Non ci saranno più i giochi di palazzo a cui qualcuno sta già pensando". Ma dopo le modifiche al Senato – dove i voti saranno palesi – dovrà ripassare da Montecitorio. La prima volta, con le preferenze, non è andata bene. Da Forza Italia, per esempio, qualcuno fa già trapelare malumori. "La scorsa volta l'emendamento è stato presentato solo da FdI e Noi moderati. Oggi – conclude Bignami – mi sembra che ci sia un accordo strutturale di tutta la coalizione. Non ho motivo di essere preoccupato".




