Conte in commissione Covid: "Meloni mi diede del criminale. Ma cosa fece la destra contro la pandemia?"

L'audizione del presidente del Movimento 5 stelle sulla pandemia: "L'obbligo vaccinale? Noi contrai, al governo c'era qualcun altro. Berlusconi ha avuto grande senso di responsabilità. La Commissione usata contro di me come un plotone di esecuzione. Scavate, ma non troverete nulla". E deposita ai pm un documento inedito: "Mascherine contraffatte"

6 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 15:55

Giuseppe Conte e il presidente della Commissione d'inchiesta sul Covid Marco Lisei - foto da Montecitorio

"Con queste mie dichiarazioni mi assumo la piena responsabilità giuridica di quello che dirò. Non ho difficoltà a giurare con una formula che mi consenta di dire che mi espongo a tutte le conseguenze – pleno jure direbbero i giuristi – per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza. Vengo qui consapevole di dover riferire scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti. Mi assumerò e mi sono sempre assunto la responsabilità politica anche delle mie condotte e delle mie azioni". Inizia così il suo discorso Giuseppe Conte, nella sua audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dal Covid e nel dibattito sulle mascherine.

Depositato un documento inedito (e anonimo) sull'acquisto di mascherine alla procura di Roma

"Lunedì sono stato alla procura di Roma a consegnare questo documento che poi verrà allegato a questo verbale. È un documento che mi è pervenuto con lettera anonima, redatto il 14 aprile 2022, arrivato a me con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche. È un verbale, quindi siglato in tutte le pagine, e consta di dieci pagine, e viene redatto al fine di verificare la consegna delle mascherine effettuata dalla società JC Electronics Italia S.r.l", ha detto Giuseppe Conte in apertura della sua audizione. La società sarebbe quella al centro della polemica che avrebbe visto il governo Meloni chiudere un contratto di cento milioni di euro qualche mese fa.
"Leggendo questo che è un verbale emergerebbe – spiega Conte – che tutti i colli depositati in un deposito di Pomezia non sarebbero mascherine con efficacia filtrante, e avrebbero addirittura i colli una rappresentazione contraffatta". E aggiunge: "Perché lo deposito? Perché JC Electronics Italia S.r.l.. è agli onori della cronaca, e da giurista mi sono molto meravigliato del fatto che è venuto fuori che lo stato, la presidenza del Consiglio, e il ministero della Salute, hanno sottoscritto un contratto transattivo per cento milioni: leggendo i colli, c'è una partita di 7 milioni 857 mila pezzi". E continua: "C'è la possibilità che siano stati transatti, e quindi sia stata consegnata a una società privata cento milioni dello stato, che è una cifra ragguardevole, e c'è la possibilità che siano stati dati questi 100 milioni, una cifra enorme per un singolo imprenditore, per mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate". 

"Non ho paura e non accetto lezioni", dice Conte

"Finalmente ci siamo. La Commissione è stata un plotone di esecuzione nei miei confronti". L'incontro con l'ex presidente del Consiglio arriva dopo mesi di botta e risposta tra il leader del Movimento 5 stelle e Fratelli d'Italia. La riunione è iniziata con quasi quattro ore di ritardo a causa dei lavori d'Aula della Camera. Conte, per farsi audire, si è dimesso come componente della stessa Commissione che si sarebbe dovuta tenere martedì 4 agosto. E ha detto: "Si è accreditata l'idea che io avessi paura a parlare in questo contesto: non ho mai avuto paura, ho sempre operato in trasparenza, chi parla in questo modo non mi conosce". E aggunge: "Sulla paura, non posso accettare lezioni da chi non può darne: abbiamo visto solo ieri situazioni di chi ha paura, scappa, difende compagni di partito, non consegna le chat". Il riferimento è a Delmastro e alle chat con Caroccia, ma si ferma subito: "Non è questa la sede". E rivendica: "Abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il paese. Non distinguendo il giorno dalla notte, ma non è una frase fatta. Abbiamo salvato nel 2020 oltre 330.000 posti di lavoro, grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare".

"Regioni escluse dal dibattito, per proteggere i vostri amministratori locali. Voi dove eravate?"

"Avete escluso dalle audizioni le regioni!", ha detto ancora Conte. E ha spiegato: "Per rappresentare quello che è successo, infatti, avrei anche dovuto coinvolgere la gestione sanitaria territoriale: le regioni. Mi riferisco alla maggioranza: avete escluso irresponsabilmente dal perimetro di indagine di questa commissione le regioni. Perché le regioni hanno la responsabilità giuridica, sostanziale, economica e sociale di gestire la sanità. Quindi noi potremmo trovarci qui cento volte, ma non mi permetterete di entrare in un aspetto sostanziale della pandemia". E il motivo, secondo l'ex premier, è per proteggere gli amministratori locali del centrodestra. "Le regioni più colpite sono state il Veneto, il Piemonte, come facciamo se non approfondiamo quanto accaduto a livello regionale? È un problema serio di responsabilità".
"Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti semplicemente non ci sono mai stati", ha poi detto Conte. "Io – continua –  ho svolto il mio compito con disciplina, onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che gettate finiscono per estendersi anche su uomini e donne dello stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale". E attacca ancora la maggioranza: "Voi oggi vi ergete a giudici", dice ancora Conte alla maggioranza. "Ma voi dove eravate durante la pandemia?". E aggiunge: "La vostra presidente Meloni andò in tv a darmi del criminale. Sono le persone che lottarono contro la pandemia i veri patrioti, poi ci sono quelli finti che speculavano su una grande tragedia nazionale e internazionale. Non ricordiamo un vostro contributo utile da parte vostra".

"Eravamo un modello internazionale"

"Nonostante le polemiche, l'Italia è stata realmente un modello nei fatti, a livello nazionale e internazionale", ha detto ancora Conte parlando sempre delle scelte che prese durante il periodo pandemico. Secondo l'ex presidente del Consiglio, "la nostra economia si è dimostrata particolarmente resiliente proprio in ragione delle misure di contenimento del contagio e di un poderoso piano di interventi a sostegno di famiglie e imprese". E aggiunge: "Non è stato un rimbalzo temporaneo ma una capacità di ripresa che ha mostrato la vitalità del sistema Italia". Ha rivendicato anche il sostegno internazionale: "Sono stati copiati da Spagna, Francia e Grecia, recepiti dall'Unione europea e dall'Oms come strumenti di mitigazione del rischio. Ogni volta che adottavamo un Dpcmle ambasciate lo traducevano e lo diffondevano nelle cancellerie straniere".

"Pnrr come Maastricht. Dpcm strumento più idoneo"

"Sul Pnrr siamo riusciti a imprimere una svolta in Europa", ha poi rivendicato Conte. "Non lo dico io", specifica, ma: "Gli studiosi del diritto e dell'economia europea. È stato un punto di svolta rispetto alla storia dell'Europa che vale quanto il trattato di Maastricht perché ha introdotto un piano di intervento nel segno della solidarietà, ma è successo sul debito pubblico comune". E sull'utilizzo dei Dpcm: "Durante la pandemia non è mai stato preso in considerazione di esercitare i poteri sostitutivi dello stato per scelta politica piuttosto c'è stato un costante dialogo con autorita' regionali che sarebbe stato bello ascoltare anche qui".
E sull'utilizzo dei Dpcm: "La nostra Costituzione non conosce un'esplicita disciplina dello stato di emergenza a differenza di altre carte fondamentali come, ad esempio, quella tedesca, spagnola o francese. Uno dei più delicati problemi affrontati è stato decidere con quale tipo di provvedimenti intervenire, nella consapevolezza che una pandemia così severa ha rischiato di alterare in modo significativo l'equilibrio tra i diversi poteri dello stato mettendo a dura prova la tenuta stessa del nostro sistema democratico".
E chiede ai commissari: "Pensate che non me ne fossi reso conto? Qui c'è stato un ampio dibattito". Lo spiega: "Abbiamo dovuto costruire un percorso all'esecutivo che consentisse di adottare ogni misura di contenimento idonea a fronteggiare la repentina evoluzione della situazione epidemiologica coinvolgendo costantemente il Parlamento. Chi vi parla, d'accordo con tutti i ministri, non ha mai preso in considerazione la possibilità di esercitare il potere sostitutivo dello stato per consapevole scelta politica, non solo funzionale".
E continua: "Il Dpcm veniva adottato su proposta del ministro della Salute, sentiti gli altri ministeri, sentito il parere delle regioni, sentito il Cts" ed "è diventato uno strumento molto agile, in modo da intervenire prontamente in base all'evoluzione del contagio". Per questa ragione, spiega: "Ci è apparso lo strumento più idoneo per l'applicazione delle misure in modo uniforme, per quanto necessario. Per questa ragione il Dpcm offre un più ampio ed efficace spazio di tutela dei cittadini. Lo può impugnare un singolo cittadino davanti al Tar, ed è anche successo".

"Le scelte finali spettano alla politica non alla scienza"

"Non si possono demandare alla scienza le risposte ultime, alla politica e solo alla politica spetta l'onere ultimo della responsabilita' delle scelte superando i conflitti nel segno del bilanciamento", ha detto Conte nel corso dell'audizione. "Il rapporto tra politica e scienza è stato spesso evocato in questa Commissione". Un tema "complesso", che "è tornato prepotentemente durante la pandemia". E per questo: "Abbiamo avuto un fitto dialogo con gli esperti del comitato tecnico-scientifico e con i rappresentanti degli istituti che offrono consulenza sul tema della sanita' pubblica. Il fine di questo sforzo non era rimandare alla scienza la risposta ultima, visto che l'assunzione finale di responsabile spetta alla politica. Ogni decisione è una scelta, che tutela un interesse ma ne comprime un altro. Bisogna governare una tale complessita".

"Ho ricevuto più di mille denunce"

Conte parla anche delle tante denunce ricevute: "Tantissime persone hanno contestato le misure restrittive, anche imputandomi una condotta criminale per ragioni diametralmente opposte. Credo di aver avuto più di un migliaio di denunce. Sono state raccolte dalle procure, non mi sono mai lamentato di queste indagini. E non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste alludendo a una loro politicizzazione, come spesso capita di sentire adesso".
E aggiunge: "Ho sentito il dovere umano di render conto di ogni scelta fatta in un momento così complesso, senza mai scaricare la responsabilità su altri. Dalle indagini della magistratura sono uscito sempre a testa alta, rispettando i magistrati che sono un presidio fondamentale della democrazia, per questo devono essere liberi di agire". Ribadendo che: "Non ho fatto nulla di illecito, non ho nulla da nascondere".

"Silvio Berlusconi è stato responsabile durante la pandemia"

"Ci sono molti politici che durante la pandemia sono stati responsabili e hanno offerto un contributo e faccio un nome, Silvio Berlusconi: ha sempre espresso una visione politica diametralmente opposta alla mia, ha avuto scontri ruvidi e ruvidissimi col Movimento 5 stelle", ha detto Conte nel corso della sua audizione. "Non ho difficoltà ad ammettere che nel momento in cui ci siamo confrontati al telefono ho trovato un esponente politico con senso di responsabilità per il bene del paese, che si lasciava aggiornare, con la consapevolezza che l'obiettivo era la salvaguardia del paese". Invece altri: "Avevano una visione politica, in termini di noi e loro, i nemici da abbattere. Neppure la pandemia è stata una momento di tregua, anzi hanno alzato sempre più i toni e il livello dello scontro".

Conte non voleva l'obbligo vaccinale: "Noi contrari, l'ha voluto Draghi"

"Io sono andato via dal governo a febbraio 2021. Dopo c'è stato un altro governo che ha governato per oltre un anno la pandemia", ha detto Giuseppe Conte sempre nel corso della sua audizione. Ci si dimentica che noi abbiamo avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta. In quel momento il dibattito era che i vaccini dovevano essere imposti, ma noi abbiamo scelto di offrirli in virtù della libera scelta dei cittadini. Con Draghi sono venuti i Green pass e gli obblighi per gli over 50. La scelta della libertà è stata fondamentale nel piano vaccinale. Quando siamo andati via eravamo i primi in Europa, insieme alla Germania: non è vero che quando siamo andati via la campagna vaccinale si era avviata con risultati modesti".

L'inchiesta del Foglio sulle mascherine

Articolo in aggiornamento a cura di Nicolò Zamebelli