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Tormenti d'agosto •
Tra migranti e carburanti (e Sánchez): così Vannacci vuole rovinare l'estate di Meloni
Il generale a Roma per una conferenza stampa che tratta di energia e immigrazione: l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Nel frattempo i suoi deputati interrogano il ministro Urso sul diesel, voteranno contro la fiducia al governo sul Patto migrazione e asilo e non daranno tregua a Giorgetti sulle spese per la Difesa

Roberto Vannacci - foto LaPresse
Il Vannacci che dà ragione a Pedro Sánchez sull'immigrazione oggi prova a guastare l'estate di Giorgia Meloni. Se ci riuscirà lo diranno i sondaggi e i prossimi mesi. Per ora ha già rovinato le vacanze dei suoi deputati: "Avevo già le ferie prenotate, mannaggia, devo partire giovedì", dice alla buvette il futurista Rossano Sasso. Il generale prepara le ultime cartucce da sparare prima della pausa estiva e nel pomeriggio – nel giorno delle comunicazioni di Giancarlo Giorgetti sulla flessibilità per difesa ed energia – tornerà a Roma per parlare di immigrazione e crisi energetica. A spiegare "la visione del generale per l'Italia" ci saranno Edoardo Ziello e Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale di Fn.
L'effetto-Vannacci cresce e si moltiplica. Ieri il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato una nuova circolare per limitare il numero di alunni stranieri nelle aule: "Al massimo il 30 per cento". Il provvedimento arriva dopo la risoluzione presentata da Sasso sul tema. E oggi lo stesso deputato interrogherà il ministro delle Imprese Adolfo Urso sul caro carburanti: "L'altro giorno ha spiegato che i soldi ci sono, ma la benzina continua a salire. Si deve dimettere, sono quelli di FdI i primi a dire che non lo vogliono più".
Con il Cdm di ieri il governo è intervenuto sul tema dei carburanti. Ma il grande pubblico chiede di fare di più. E Vannacci gongola. Alcuni sondaggi certificano il sorpasso anche su Avs, sono a qualche decimale da Forza Italia. Sono il quinto partito, secondo le rilevazioni. Nella conferenza stampa di oggi, spiegano fonti futuriste, saranno svelati alcuni appuntamenti estivi, che serviranno a rilassarsi e, soprattutto, a contarsi. Come quello in Calabria del prossimo 13 agosto, dove Domenico Furgiuele (coordinatore di Fn in regione) e Ziello saranno a Reggio per un evento. Qui a ottobre si giocherà la partita delle elezioni suppletive dopo l'elezione del deputato di FI Cannizzaro a sindaco della città. E Fn può guastare i conti del centrodestra, che ha candidato Fabio Roscioli, il tesoriere di FI, in un antipasto di quello che potrà accadere alle politiche. Ma il tema "non è all'ordine del giorno", dice Furgiuele, ma aggiunge: "Siamo impegnati in un radicamento che ci porterà sul territorio tutto il mese".
Rosicchiano consensi, calcano la mano sull'immigrazione. E rilanciano, di nuovo, su Sánchez: "Ha ragione quando attacca Meloni". Ma solo su sbarchi e rimpatri, sia chiaro: "Se regolarizzi 500 mila persone, dai un segnale di apertura. Non va bene", aggiusta il tiro Sasso, lasciando intendere che il Decreto flussi vada nella stessa direzione. "Quei lavoratori non tornano a casa loro". E gli imprenditori che chiedono manodopera? "Hanno rotto il cazzo: pagassero bene!", ribatte, cita Marx. I vannacciani di sinistra? "Non sono mie queste categorie", dice ancora Furgiuele. Come un grillino della prima ora, ché poi su Kyiv Fn e M5s hanno opinioni molto simili. Ma nessun avvicinamento: "Conte è come l'orologio: anche se è rotto due volte al giorno dice l'orario giusto". Oggi alla Camera, oltre a Giorgetti, ci il voto sul Dl Giustizia, che recepisce il nuovo Patto di migrazione e asilo dell'Ue. Ci sarà la fiducia, che fa Fn? Il copione è il solito: sì al provvedimento, no al governo. Tormento a destra, senza sosta.


