Scuola
Le dichiarazioni •
Effetto Vannacci sul governo. Valditara: "Limite del 30 per cento agli stranieri in classe"
Il ministro dell'Istruzione annuncia una nuova circolare per limitare il numero di alunni con cittadinanza non italiana nelle aule. Ma la loro presenza in media su tutto il territorio nazionale rappresenta soltanto il 12 per cento degli iscritti totali

Foto Ansa
La continua crescita di Vannacci e del suo Futuro nazionale non resta un argomento confinato ai sondaggi, me si riverbera anche su alcune iniziative governative, e la scuola non fa eccezione. "Tutte le ricerche dimostrano che quando in una classe è molto elevato il numero di stranieri che non conoscono bene la cultura e la lingua del paese ospitante è più difficile l'integrazione e ci sono peggiori risultati scolastici. E anche gli studenti italiani riscontrano una diminuzione delle performance". Così ha parlato Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, durante un'intervista al quotidiano La Verità sottolineando che "stiamo lavorando a una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace la direttiva già prevista che fissa un limite del 30 per cento di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche". La circolare di cui ha parlato il ministro dovrebbe prevedere come "gli uffici scolastici territoriali svolgano una azione di coordinamento al fine di distribuire gli studenti stranieri nelle varie classi e nelle scuole di vicinato per cercare di evitare una eccessiva concentrazione. Ed è evidente che occorrono anche politiche residenziali da parte degli enti locali che contrastino il formarsi di quartieri ghetto, è ovvio infatti che non possiamo mandare uno studente a studiare a diversi chilometri di distanza", ha spiegato Valditara.
Nell'intervista il ministro ha risposto anche in merito alla proposta di ritirare il permesso di soggiorno agli stranieri che non mandano i figli a scuola: "E' un altro elemento sul quale stiamo ragionando, è il completamento di quello che abbiamo già previsto nel decreto Caivano quando abbiamo deciso di sanzionare i genitori che non mandano i figli a scuola, questa sanzione ha fatto crollare in determinate aree del paese gli abbandoni scolastici". La preoccupazione però non nasce per caso. Da diverse settimane Vannacci ha superato nei sondaggi la Lega e, secondo l'ultima rilevazione di Swg, è al 7,2 per cento, a soli 0,2 punti percentuali da Forza Italia, il secondo partito della coalizione di governo. La risposta del governo quindi a questa opposizione di destra si è tramutata in una maggiore attenzione ai temi identitari, cioè i punti di forza di Fn che sulla scuola è arrivata persino a proporre le classi differenziati per gli stranieri.
E' vero che la presenza di ragazzi senza cittadinanza italiana negli ultimi cinque anni è cresciuta del 10 per cento, arrivando a un totale di 911.578 nell'anno scolastico 2024/25, secondo i dati del Portale unico della scuola. Ma è altrettanto vero che questo incremento percentuale è dovuto anche alla crisi demografica che ha comportato una diminuzione dell'8,3 per cento degli alunni italiani dal 2020 al 2025 (-612 mila unità), portando la popolazione studentesca autoctona al valore minimo di 6.788.990 persone. Quindi, prendendo i numeri che lo stesso ministero dell'Istruzione cita, la presenza di stranieri nelle classi italiane rappresenta soltanto il 12 per cento degli iscritti totali. Certo, questo numero è una media nazionale e potrebbe non rispecchiare le specificità delle singole aule sparse in tutta la penisola - tanto che al nord, la presenza di alunni non italiani supera il 17 per cento, nel centro la percentuale si attesta al 13 per cento, al sud e nelle isole si ferma al 4,6 - ma resta il fatto che il timore di classi con un "molto elevato numero di stranieri" tendenzialmente non abbia di che esistere. Anche perché una parte di quelli che sono considerati stranieri potrebbero ottenere la cittadinanza italiana al compimento della maggiore età.
Ma non è la prima volta che il ministro dell'Istruzione parla a proposito della presenza di ragazzi stranieri nelle scuole della penisola e del concetto di italianità. Già due settimane fa, durante un question time alla Camera, incalzato dal deputato di Fn Rossano Sasso che gli chiedeva spiegazioni sulla punizione per i due studenti di un liceo di Cesena che, l'ultimo giorno di scuola, avevano esposto uno striscione con la scritta "L'Italia agli italiani", aveva risposto: "Voglio subito chiarire che l’affermazione non solo non ha nulla di censurabile ma è senz’altro condivisibile poiché ricomprende tutti i cittadini del nostro paese. E' una frase, fra l’altro, più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono l’attuale governo".