Edoardo Ziello e il suo gesto infelice

Il deputato di Futuro nazionale ha ricordato la sua posizione filorussa agitando un cappio in Parlamento. Una scena simile a trent'anni fa, pessima come allora

6 AGO 26
Immagine di Edoardo Ziello e il suo gesto infelice

Foto ANSA

Distrattamente passeggiando con Radio radicale nelle cuffie, tra un Della Vedova e un Faraone non avevo capito chi fosse quell’esaltato, quell’energumeno dalla voce metallica che parlava di Putin come fosse un caro vicino d’ombrellone e urlava “noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro paese perché, di fatto, voi state state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia”. Avendo perso il nome, non riuscivo dire se l’esaltato filorusso d’opposizione fosse un grillino o un vannacciano: del resto, il centro studi (sic) di Vannacci non ha manifestato interesse per le idee di Beppe Grillo? Anche se l’accenno al cappio avrebbe dovuto mettermi sulla strada giusta (l’attrezzo grillino in Aula è l’apriscatole). Comunque: era il deputato di Futuro nazionale Edoardo Ziello. Che a un certo punto ha tirato fuori e sventolato nell’emiciclo un cappio. Doveva semplicemente comunicare il voto contrario del partito all’attivazione della clausola di accesso al fondo Safe. Invece ha tirato fuori un cappio. Una schifezza che non si vedeva dal 1993, quando lo agitò il leghista Leoni Orsenigo. Curiosamente, ieri era il leghista Giorgetti a essere vittima della bravata fascista. Ma l’effetto merda era uguale.