Politica
Confronto col nemico •
Conte: "Senza pandemia non rifarei il Superbonus. Io premier? Se non lo sarò non mi serviranno altri incarichi"
L'ex premier intervistato da Maurizio Belpietro alla festa del quotidiano "La Verità". "Sono l'unico dell'opposizione, mi sento responsabilizzato". Sulle primarie: "Non sono l'unica soluzione". Gas russo: "Non va comprato prima di un accordo". Polemica a distanza con Renzi: "Non è il momenti di decidere se deve o meno essere nell'alleanza". Il leader di Iv: "Chi mette veti si spara sui piedi"

Giuseppe Conte - foto Ansa
"Oggi se vincessi le elezioni non rifarei il Superbonus". Ad ammetterlo è Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 stelle sembra quasi fare marcia indietro: "Il Superbonus è stato un progetto lanciato in un periodo di piena pandemia. Oggi non c'è una pandemia, non ci sarebbe ragione e sarebbe folle dover far ripartire l'Italia con una spinta così eccezionale come è stato il Superbonus". L'occasione per una tale confessione è un'intervista a Maurizio Belpietro all'evento "Il giorno de La Verità". E toccando il tema del 110 per cento sembra accarezzare l'idea di un complotto: "Se e quando torneremo al governo, e spero accada molto presto, chiederò ai tecnici del Mef, che sanno far di conto, di calcolare il ritorno del Superbonus, perché nessuno lo ha mai fatto e ora le volontà politiche di Meloni lo stanno tenendo dentro a un cassetto". Anche se, a dire il vero, i tecnici del Mef i conti li hanno fatti eccome, e non dicono quello che sostiene da anni l'ex premier.
Ma la possibilità che torni al governo è vincolata alla vittoria delle prossime elezioni. E per le opposizioni saranno mesi molto intensi, sia per la costruzione dell'alleanza, sia per la leadership. Voci parlano di una possibile trattativa in corso per spingere Conte a rinunciare alla corsa per la presidenza del Consiglio in cambio della presidenza del Senato, con vista al Quirinale. Uno scenario che il leader del Movimento respinge: "Assolutamente no", dice con gli occhi puntati a Palazzo Chigi. E aggiunge: "Voglio contribuire e non mi accontento. Se non fossi io il premier non ho bisogno di posizioni prestigiose, come il presidente della Camera o del Senato. Conte non deve essere accontentato".
Il tema delle primarie è intricato. E le primarie stesse, come soluzione alla leadership, "restano sul tavolo", ma "non sono l'unica soluzione per designare la leadership", dice Conte. C'è la soluzione che hanno utilizzato, spiega, nelle regioni: "Quando abbiamo corso insieme abbiamo valutato sempre insieme il candidato più competitivo analizzando i vari profili". E guarda caso in quelle regioni i candidati sono stati poi quelli del Movimento, come accaduto in Campania con Roberto Fico.
Polemica a distanza Conte-Renzi
Ma il tema della leadership resta subordinato al resto, e a un'alleanza che è ancora tutta da costruire. La foto a quattro, Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni ha creato il panico a sinistra e al centro. E ora ci sono fuochi incrociati e accuse di veti. Conte ribadisce quanto già detto: "Quello non è stato il primo incontro tra noi quattro, anzi, semmai l'ultimo". E spiega che la presenza o l'assenza di Renzi dentro all'alleanza è una "domanda che mi fanno tre volte al giorno". Quella foto, dice il presidente dei 5s, "l'abbiamo pubblicizzata per farvi parlare", ma ora "si deve parlare del programma". Renzi in o Renzi out?. Conte non riesce a rispondere in modo secco: "Non è una decisione che dobbiamo prendere ora. Dopo che sarà scritto il progetto sarà il tempo di decidere chi coinvolgere, valutando ovviamente tutte le condizioni che si presenteranno". E solo dopo ancora, chiuse queste discussioni, "sarà il tempo di una leadership".
Sull'argomento, a distanza, ha risposto il diretto interessato: Matteo Renzi. Ospite all'Aria che tira, è tornato sull'argomento. "Io ho molta ammirazione per chi è riuscito nel capolavoro di riportare le divisioni nel centrosinistra, mentre il centrosinistra era unito e il centrodestra si spaccava. So che c’è chi a sinistra vuole fare l’opposizione a me, facciano pure", dice il leader di Italia Viva. E nomina il presidente dei 5 stelle: "Se Conte vuole parlare del passato, visto che dobbiamo fare la gara a chi è più di sinistra, e vuole spiegarci perché ha portato Matteo Salvini al ministero dell’Interno ben venga". E ancora: "Io preferirei parlare del futuro piuttosto che litigare tra di noi".
Renzi è molto duro. "Io devo portare nel centrosinistra i voti di chi detesta Conte, ma per vincere servono tutti. Alla sinistra dico: volete riconsegnare il paese per dieci anni a Meloni? Fate pure, io non sarò complice. Se qualcuno preferisce mettere i veti anziché prendere i voti, si spara sui piedi". Il monito serve a compattare. E a evitare una sua corsa in solitaria. Nell'intervista alla Verita è lo stesso Conte a specificare che la foto "non è una foto ad escludendum".
Ucraina, patrimoniale e Covid: "Non vi azzardate..."
Il presidentea a 5 stelle trova spazio anche per parlare di patrimoniale e Ucraina. Sulla tassa ai super ricchi, dice, che è "una narrazione molto facile". Ma spiega: "Non funziona e non ha mai funzionato da nessuna parte, l'ho capito durante la mia esperienza di governo". Poi specifica: "Certo la tassazione deve diventare sempre più progressiva e riguardare la finanza speculativa". Mentre sul gas russo: "Oggi secondo me non è accettabile comprare gas dalla Russia se non un secondo dopo che abbiamo sottoscritto un accordo di pace". E poi c'è il Covid e la Commissione d'inchiesta presieduta da Marco Lisei di FdI. Sull'argomento risuona una frase più delle altre: "Non vi dovete azzardare di associare il mio nome neppure ad una ipotesi illecita, che finora non è stata dimostrata", riguardo al periodo della pandemia.
Meloni-Trump e la politica estera
L'apertura dell'intervista però è stata dedicata alla notizia del giorno: l'audio della telefonata tra La7 e Donald Trump che ha creato un grande squarcio diplomatico proprio tra il Tycoon e la premier Meloni. "Siamo in questa situazione – ha detto Conte – perché c'è un problema di politica estera che non si è voluto vedere. La presidente del Consiglio confondeva la politica estera con l'affinità ideologica, per cui pensi che sposando l'ideologia Maga ti dia un salvacondotto".



