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di Guido Vitiello

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Il Bi e il Ba

Un Giuseppe Conte allo stato gassoso

Il generale pentastellato è sbucato dalla pancia del cavallo di legno e ha dichiarato stentoreamente che no, finché non ci sarà un trattato di pace dobbiamo resistere alla tentazione di comprare il gas dai russi. Ma c'è un motivo se questo argomento lo affascina così tanto

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11 APR 26
Immagine di Un Giuseppe Conte allo stato gassoso

Foto LaPresse

Meno male che alla maturità ho portato fisica come materia a scelta: basta qualche rudimento scolastico, e si capiscono tante cose anche della politica. Per esempio, questa faccenda del gas russo. Ieri Luciano Capone ha segnalato tutte le ambiguità di Giuseppe Conte sul tema, che sembra stargli particolarmente a cuore. Invitato con tutti gli onori dagli europeisti di Riccardo Magi, il generale pentastellato è sbucato dalla pancia del cavallo di legno e ha dichiarato stentoreamente che no, finché non ci sarà un trattato di pace dobbiamo resistere alla tentazione di comprare il gas dai russi, per quanto sia conveniente. Poi ieri l’altro, in Parlamento, Conte ha proclamato con altrettanta chiarezza che sì, dobbiamo sbrigarci a siglare la pace perché non possiamo permetterci di resistere troppo a lungo a quell’allettante rivendita di gas a basso prezzo. Come osserva Capone, a un distratto può sembrare che sia la stessa posizione, ma non lo è: nel primo caso la priorità era fermare la guerra di Putin, nel secondo comprare il suo gas.
Resta da capire perché a Conte prema tanto la faccenda del gas russo, ed è qui che le mie reminiscenze di maturando tornano utili. Imparai, all’epoca, che una delle proprietà fondamentali dei gas è la loro espansibilità: lasciali liberi, e occuperanno tutto lo spazio a disposizione, fino all’ultimo millimetro cubo. Inoltre, non possiedono una forma propria o un volume definito, e si adattano con naturalezza a qualunque contenitore. Infine, se ben ricordo, hanno densità molto inferiori rispetto alla fase liquida o solida della stessa sostanza: sono impalpabili, inconsistenti, vuoti, ma non per questo meno velenosi, e capaci di scatenare incendi ed esplosioni. Da questo breve ripasso, dovrebbe esser chiaro che Conte si appassiona alla questione per motivi strettamente personali: il gas russo è lui. 

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