
Francesco Lollobrigida (Ansa)
dove vanno i meloniani
Lollobrigida: "Il centrismo di Meloni? Siamo pragmatici. La nostra base va oltre i confini della destra”
Il ministro spiega la traiettoria di FdI. Entrare nel Ppe? "Oggi non è nelle intenzioni. Ma lavoriamo per rendere più forte il centrodestra in Europa". E contro i dazi apre al Mercosur: "Per l'economia italiana più opportunità che rischi"
“Gli applausi per Giorgia Meloni sono il segno di un solido rapporto con il popolo, anche in mancanza di una opposizione credibile. Abbiamo contezza di dover rappresentare l’alternativa alla sinistra, con pragmatismo e senza visioni ideologiche”. All’indomani dell’appuntamento di Rimini Francesco Lollobrigida si gode il momento. Parla al Foglio da colonnello meloniano, prima ancora che da ministro dell’Agricoltura. E spiega: “Siamo di fronte a una base che si consolida e va oltre i confini classici della destra. Questo è evidente, come dimostra l’entusiasmo a Rimini e durante la visita a San Patrignano. E poi le piazze in giro per l’Italia”.
Il radicalismo di un tempo ha fatto spazio a un approccio più moderato. Prove di centrismo? “Non è corretto dire questo”, risponde Lollobrigida. “Da parte nostra non c’è mai stato alcun ragionamento radicale”. No? “Semmai sono cambiati i toni, ed è normale che quelli usati all’opposizione siano diversi quando si è in maggioranza”. Sarà. Ma intanto alcuni episodi – dal sostegno a von der Leyen all’europeismo di Raffaele Fitto, fino alla nomina dell’ex segretario Cisl Luigi Sbarra a sottosegretario – sembrano suggerire un avvicinamento ai popolari. E’ questo il destino di Fratelli d’Italia? “A oggi entrare nel Ppe non è nelle nostre intenzioni. Quello che serve è invece costruire un nuovo bipolarismo europeo, per rafforzare l’area del centrodestra all’interno dell’Unione europea”.
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Lollobrigida prosegue: “Non serve parlare di etichette. L’Europa è una grande necessità, ma deve diventare più forte nella capacità di occuparsi delle grandi questioni: il tema migratorio e le politiche di difesa. Lo dice anche Draghi, mi pare. Con la differenza che noi lo sosteniamo da tempo”.
Torniamo a Rimini. Le opposizioni accusano la premier di essersi dimenticata del paese reale, di scuola e sanità. “Meloni ha fatto un discorso da statista. Improntato alla realtà, senza quelle visioni ideologiche che contraddistinguono proprio le opposizioni, che vogliono creare una maggioranza solo elettorale, fatta di slogan”, dice il ministro ricordando gli indicatori economici e la crescita occupazionale. “Il presidente del Meeting Bernhard Scholz lo ha riconosciuto, anche chi non ci vota prende atto che l’Italia oggi sta meglio che nel 2022. Abbiamo dimostrato di avere una visione di lungo termine e capacità di dialogo con il mondo del lavoro e del volontariato, con gli agricoltori e Confindustria”.
Un’altra forte critica riguarda i dazi: Schlein e Conte sostengono che non stiate facendo nulla per mitigarne gli effetti. “Intanto è bene ricordare che l’accordo non è chiuso e ci sono margini per migliorare, per esempio sul vino e sul pecorino romano. Mentre su altri prodotti come il parmigiano e il grana abbiamo mantenuto la stessa tariffa in vigore dal 1964, al 15 per cento”, dice Lollobrigida. “Ma forse è sfuggito un passaggio”. Quale? “Ben prima dell’entrata in vigore dell’accordo ci siamo messi al lavoro. I dazi tra alleati non sono mai apprezzabili, ma credo siano in alcuni ambiti sostenibili. In gran parte vengono assorbiti nell’intera filiera caricando paradossalmente il maggior onere su chi li impone. Ovviamente preoccupano anche considerando gli effetti della svalutazione del dollaro, che complica la situazione indebolendo il potere di acquisto statunitense. Quello che un buon governo può fare, e sta facendo, è confrontarsi con i corpi intermedi e le aziende, predisporre risorse per affrontare le criticità”. Nel campo dell’agricoltura quali sono le misure in programma? “Abbiamo approvato a luglio ColtivaItalia, che stanzia un miliardo ed è destinato a sostenere settori strategici come quelli dell’olio, della carne rossa e, con il fondo di Sovranità alimentare, quelli che dovessero subire criticità legate a diversi fattori. E poi, oltre a continuare a ragionare con gli Stati Uniti, un mercato imprescindibile, cerchiamo nuovi sbocchi commerciali”
. A quali aree si riferisce? “All’Asia, alla Thailandia per fare un esempio su tutti, dove è in corso il mondiale di pallavolo femminile. La nazionale ha girato uno spot in onda sulla tv thailandese per promuovere la pasta”. E il Sudamerica? Il Mercosur può essere una risorsa? “Non abbiamo pregiudizi. Credo che il Mercosur presenti più opportunità che criticità. Penso al vino tra i settori legati all’agricoltura. Questo è il dato da cui partire”. Ma? “Ci sono altri settori del comparto agricolo che rischiano problemi serissimi. Per questo – conclude Lollobrigida – ritengo che l’Ue debba cercare un accordo che non preveda il sacrificio di nessuno e metta al centro il criterio di reciprocità, negli standard di produzione e di lavoro”.