L'appello del segretario

Letta motiva i suoi: "La destra verso il 70% in Parlamento, rischio allarme democratico"

Su Zoom il segretario sprona i candidati del Pd. La peggiore legge elettorale di sempre e le interferenze russe, dice, possono portare uno scenario da incubo. E attacca Conte e Calenda: "I voti alle loro liste sono un regalo alla destra"

Redazione

Prima premette che “peserà le parole”, poi lo dice senza mezzi termini. “Abbiamo 17 giorni di campagna per cambiare completamente la storia del nostro paese ed evitare che l'allarme per la democrazia italiana il 25 settembre diventi realtà". Nessun rischio fascismo sia chiaro. Il segretario del Pd Enrico Letta parlando questa mattina ai suoi candidati in videocollegamento su Zoom ne fa una questione tecnica: la somma della legge elettorale, il Rosatellum che prevede un terzo dei collegi assegnati attraverso il meccanismo dei collegi uninominali, e il taglio dei parlamentari rischia di regalare al centrodestra una maggioranza mai vista prima. "La peggiore legge elettorale che ha visto il nostro paese – dice – potrebbe dare uno scenario da incubo: con il 43 per cento dei voti la destra potrebbe arrivare al 70 per cento dei seggi in Parlamento”.

Per questo, sostiene il segretario dem: “Il voto per le liste di Calenda e Conte è oggettivamente, oggi, un aiuto per la vittoria della destra” che entra poi nel tecnico:  “Un più 4% a Calenda e Conte, tolto a noi, consentirebbe alla destra di superare il 70% di rappresentanza parlamentare. Un più 4% a noi porterebbe la destra sotto il 55% per ripotare la partita nella contendibilità". E con il 70 per cento la destra “potrebbe cambiare la Costituzione, eleggersi da sola i giudici della Corte costituzionale e del Csm”. Insomma, dice Letta: “Salterebbe quel sistema di check and balance” su cui si regge la democrazia italiana.

A maggior ragione per alcune ambiguità di parte del centrodestra sulle questioni internazionali. Anche in questo caso il segretario del Pd parlando ai candidati su Zoom non fa giri di parole. "Putin sta cambiando la storia dell'Europa: prima militarmente, oggi sfida economicamente noi ed il resto dell'Europa con il gas. Putin entra nella campagna elettorale del nostro Paese, cerca di orientarla, ma saremo noi, gli elettori e le elettrici italiane a dovere decidere sul nostro futuro".

Fatti gli allarmi, Letta passa a scandagliare le tre le “false percezioni” che rischiano di ingannare gli elettori, di non far loro comprendere l’importanza del voto. Le elenca e le smentisce una ad una. La prima, la più importante è un ragionamento di questo tipo: la destra ha già vinto, quindi a quel punto perché votare un partito che è più in grado di batterla di altri? “Il rischio – dice Letta – è che al posto del voto utile ci sia il voto della leggerezza, della superficialità”. Anche perché, appellandosi ai candidati agli uninominali, lo dice chiaramente: “Il ruolo decisivo è sulle vostre spalle. Possiamo riaprire la partita". Ci sarebbero 60 collegi ancora contendibili, in cui il Pd può vincere fermando l’exploit del centrodestra,

La seconda percezione sbagliata il segretario del Pd la dice così: “Quelli di destra non governeranno, vinceranno ma non governeranno e si squaglieranno subito dopo. A quel punto si rimescoleranno le carte in Parlamento, sarà come una falsa partenza ma poi tutto tornerà normale”. Anche questo è un errore percettivo secondo il segretario del Pd. “Perché le carte si rimescoleranno, ma solo all’interno del centrodestra”.

Il terzo punto riguarda la fiducia nella provvidenza politica della Ue. Letta dice: “C’è chi pensa che tanto l'Europa alla fine ci salva, non ci possono far fallire, la sistemeranno loro. E’ una percezione sbagliatissima che mi ricorda quanto accadde in Gran Bretagna prima del voto sulla Brexit. Dopo non ci salvano altri sta a noi oggi salvare noi stessi e l'Italia".