Viale Mazzini

La Rai scoppia di dipendenti, ne assume altri. Fuortes blinda Cartabianca

Carmelo Caruso

L'ad si copre a sinistra del Pd. Conferma il programma di Bianca Berlinguer che in Vigilanza aveva promesso di smontare. Rai 3 in subbuglio. Il M5s si oppone alla rotazione dei giornalisti

Roma. Sta difendendo quanto aveva promesso di smontare. Il 4 maggio, audito dalla Commissione di Vigilanza, dopo le polemiche sul talk-show Cartabianca, l’ad Rai, Carlo Fuortes si esprimeva così: “Negli ultimi decenni penso che ci sia stato un abuso di talk show. Personalmente credo che questo format, per l’approfondimento giornalistico, tanto più in una azienda che fa servizio pubblico, non sia il format ideale. Lo dico con franchezza serve discontinuità”. Al contrario di quanto ha promesso pubblicamente, Fuortes pretende che nella lista dei programmi, che verrà diramata il 15 giugno al Cda, ci sia Cartabianca nella sua formula antica. Lunedì, nel corso dell’ultima puntata, il presidente del Consiglio, senza che potesse difendersi (non c’era contraddittorio) è stato indicato da uno degli ospiti come mandante di presunti dossieraggi. E’ una falsità che ieri è stata smentita ulteriormente, e con documenti, dal sottosegretario Franco Gabrielli.

 

Oltre alla trattativa che Fuortes ha dunque ingaggiato con la Lega, ce n’è un’altra che va raccontata. E’ più sofferta e lunga. La defenestrazione di Orfeo e i cambi di direzione hanno infatti permesso di portare avanti una bis-trattativa. E’ tra Fuortes-Berlinguer, forte dei giornali di riferimento che la sostengono. Non è solo un altro forno, come si direbbe in politica. Quest’operazione di Fuortes è la prova che in Rai ci sono due idee diverse di Rai. La presidente Marinella Soldi, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha dichiarato di essere d’accordo su un cambio di policy “che diano una mano all’azienda ad adempiere la sua missione di servizio pubblico. Noi utilizziamo i soldi di cittadini”.

 

Il riferimento è ai gettoni degli ospiti a cui si era detto contrario anche Fuortes, sempre nell’audizione del 4 maggio (“personalmente penso che un giornalista che partecipa a un talk show non debba ricevere emolumento”). Esiste a tal proposito una risoluzione formulata della Commissione di Vigilanza. E’ semplice. Prevede la rotazione degli ospiti e nessun emolumento considerato che andare in Rai, per molti giornalisti, è pubblicità gratuita, un indotto: libri, spettacoli teatrali sponsorizzati, il logo della testata... La Rai è come la locandina dei cinema.

 

Tutti i partiti sono d’accordo che serva la risoluzione eccetto uno. E’ il M5s. Cartabianca è il core business del Fatto Quotidiano (ogni settimana ospita in media quattro dei suoi giornalisti) il giornale che viene preso come bussola strategica da Giuseppe Conte. In Rai raccontano che l’ostruzionismo del M5s sia sollecitato dal direttore del Fatto quotidiano. Fuortes, per coprirsi anche a sinistra, sta quindi chiedendo al neodirettore dell’Approfondimento, Antonio Di Bella di “blindare” Cartabianca.

 

Lunedì, venendo meno a tutte quelle prescrizioni della Presidenza del Consiglio - quelle regole che dovrebbero permettere alla Rai di ricevere ancora il canone e di firmare il nuovo contratto di servizio - Cartabianca ha violato le regole di imparzialità. Un professore che si crede il Kaiser Guglielmo, come detto, ha parlato di un dossieraggio (inesistente) e successivamente Luca Mercalli, il metereologo, che è un volto cresciuto in Rai (lo ha lanciato Fabio Fazio) è invece stato costretto ad abbandonare lo studio televisivo. E’ stato aggredito verbalmente da uno dei tanti giornalisti “arditi” che la trasmissione foraggia. Se Rai 2 è l’albergo a ore della Rai, Rai 3 è invece l’Ilva della Rai. E’ commissariata da un anno, da quando Fuortes ha di fatto scavalcato il vero direttore Franco Di Mare. Convinto che la presenza di Mauro Corona fosse in contrasto con l’Approfondimento, il direttore di Rai 3 aveva sospeso le ospitate dello scrittore con la fiaschetta. Fuortes le ha ripristinate. A Rai 3 da allora tutti ritengono Di Mare un direttore senza poteri. E’ come se Fuortes avesse depenalizzato l’insubordinazione.

 

Quando si scrive di Rai non va dimenticato che è un problema occupazionale, industriale. Come ha dichiarato la presidente Soldi, in Inghilterra, la Bbc manderà a casa due mila dipendenti e chiuderà canali. La Rai non ha ancora smentito la notizia che si starebbe creando una nuova direzione per Roberto Natale, già sindacalista Usigrai. Sarà un caso ma, come raccontano i dipendenti, la posizione dell’Usigrai si è in queste ultime settimane ammorbidita nei confronti dell’ad. Più volte abbiamo parlato della mole di dipendenti. Oltre 11.536. Più volte si è parlato della tenuta dei conti. La Rai che deve avere della sostenibilità un’idea sottosopra sta invece assumendo altri 85 a cui si chiede di lavorare nella fase di impostazione dei programmi e di curare aspetti artistici.

 

Di fatto l’azienda è governata da quattro figure. Fuortes, il direttore dello staff, Giuseppe Pasciucco; Pierluigi Colantoni, direttore della Comunicazione, e la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli. Sono forti nella debolezza. Da giorni li chiamano “I Debuoles”.
 

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.