Il retroscena

Gualtieri prova a essere equidistante nella guerra del cinema fra Monda e il Pd

Nomine in Campidoglio: non c'è solo il red carpet, ma anche l'azienda dei rifiuti e Acea

Simone Canettieri

Il sindaco ha nominato Farinelli nuovo presidente della Festa che dovrà scegliere se confermare l'attuale direttore artistico o se puntare su Paola Malanga

La posizione è terzista. Né con Goffredo Bettini né con Antonio Monda. Nel bel mezzo della crisi in Ucraina, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sceglie il sentiero dell’equidistanza. Da una parte c’è la Nato (con l’ “americano” Monda: casa con vista su Central Park ma finestre anche in Vaticano), dall’altra il blocco di potere de sinistra della Capitale, che maneggia nomine come  carri armati russi pronti all’invasione.   Fra  le tante cose poco importanti bisogna tener conto di una guerricciola di potere: chi sarà il futuro direttore artistico della Festa del cinema? 


Il putsch  dell’Auditorium lo ha fatto scattare venerdì  il sindaco Roberto Gualtieri: Gianluca Farinelli, direttore di quella fabbrica dei sogni che è la  cineteca di Bologna, sarà il nuovo presidente della Festa. Prenderà il posto  della giornalista e scrittrice Laura Delli Colli (nel cda su nomina della regione, ma fino all’altro giorno delegata anche dal comune per uno strano accordo della giunta Raggi). Il consiglio d’amministrazione scadrà l’anno prossimo, ma così si mette in moto la vera partita: il direttore artistico della kermesse. Ed ecco allora che da una parte c’è Monda, l’attuale, e dall’altra Paola Malanga. Come chi è?

E’ la numero due di Rai Cinema (direttore Paolo Del Brocco, molto stimato da Dario Franceschini, socio con il ministero della fondazione), critica e giornalista di cinema (ovvio),   esperta di Truffaut e collaboratrice del dizionario di Mereghetti.  Incidentalmente è anche donna, e dunque, per le solite serpi del Pd, “un modo in più per non dirle di no”. Film già visto alle Camere quando il neo segretario Enrico Letta doveva far dire addio ai vecchi capigruppo: “Mettiamo le donne ”.

Ma visto che insomma i tasti sono delicati e gli umori molto permalosi, Gualtieri ha detto a Farinelli, che non si è ancora insediato, che dovrà essere lui a scegliere il futuro direttore del festival. Monda è a Roma e in settimana si incontrerà con il presidente: resisterà un altro anno o salterà come in molti pensano? In Campidoglio, dove l’argomento è nitroglicerina, circolano due idee diverse.

Si passa dal “si cambia” al “vediamo non è ancora deciso”.  Ma per un gioco di sponda e di impacci alla fine la decisione spetterà formalmente all’ultimo arrivato (presto, si dice, sarà anche cambiato lo statuto).  Il quale venerdì   davanti all’annuncio del sindaco così estemporaneo ha capito subito dove si era ficcato. Monda ha dalla sua la caterva di stelle   piombate  a Roma in questi anni di totale dominio del red carpet (Meryl Streep, Cate Blanchett e Jessica Chastain,  Tom Hanks, David Lynch, Isabelle Huppert, Martin Scorsese, Viola Davis, Bill Murray, Quentin Tarantino, Steve McQueen e Tim Burton). E poi: architetti, scrittori, musicisti.   Una sagra di star e film che da qui hanno imboccato la strada degli Oscar (“Moonlight” nel 2016, per esempio).

Si presume che un cambio porterebbe, con l’arrivo magari di Malanga, a un ulteriore salto di qualità. Giusto? La faccenda, come rivelò il Foglio lo scorso dicembre, si porta dietro una scia scoppiettante.  Sul Festival di Roma, il Pd andò in panne, con Bettini che si dimise dal cda (era in quota Istituto Luce, poi  sostituito da Nicola Maccanico). Da un po’ di settimane “il Goffredo nazionale” è uscito dai radar: silenzio strategico si domandano gli addetti ai livori? Intanto il tempo corre veloce e la prossima edizione, in questo balletto “del decidi tu che a me vien da ridere”, è ancora da programmare. Il sindaco è convinto di procedere però con questo metodo e intanto studia i prossimi dossier. Per riportare tutti per terra, all’immondizia, in settimana ci sarà il nuovo direttore generale di Ama, l’azienda che  si dovrebbe occupare di rifiuti: in vantaggio  Andrea Bossola, manager di Acea. E proprio la quotata sarà la prossima nomina di peso che ha in mente il sindaco, intenzionato a cambiare la presidente Michaela Castelli (verso la riconferma in Sea, la partecipata milanese che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate).

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.