Il caso

Raggi: "Presto lo sgombero di CasaPound". Ma la prefettura si irrita e la corregge

La grillina prova a giocarsi l'asso, ma Piantedosi è costretto a puntualizzare spiegando l'iter del dossier

Simone Canettieri

La sindaca esce da una riunione e corre a dare l'annuncio. Peccato che sia stato deciso solo il censimento degli occupanti e che prima delle elezioni non ci saranno provvedimenti

Succede questo: Virginia Raggi esce da un incontro in prefettura e annuncia che “presto” sarà sgomberata la sede di CasaPound all’Esquilino, storica occupazione dei fascisti del terzo millennio.

La notizia è di quelle ghiotte perché portare a casa un risultato del genere per la sindaca sarebbe o sarà un asso nella manica incredibile, soprattutto nei confronti di quell’elettorato di sinistra a cui guarda con insistenza.

L’annuncio via social della sindaca coglie però in contropiede la prefettura guidata da Matteo Piantedosi. Irritata per queste modalità comunicative e soprattutto per un annuncio diverso dalla realtà. Cosa si è deciso a Palazzo Valentini?

Dopo telefonate burrascose, il Campidoglio corregge il tiro e spiega meglio, diciamo. “Le procedure prevedono l’avvio di un censimento delle persone attualmente presenti nell'immobile in modo che coloro che hanno delle fragilità possano essere assistiti in altro luogo dagli assistenti sociali di Roma Capitale. Chi non ha alcun diritto, invece, dovrà lasciare quegli spazi immediatamente. La legge è uguale per tutti”.
In poche parole è stato avviato il primo atto, quello del censimento, propedeutico allo sgombero. Che però quasi sicuramente non avverrà prima delle prossime elezioni. Con grande rammarico di chi, come Raggi, ci puntava giustamente per portare acqua al mulino grillino.

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.