L'intervista

"Obbligare i professori a vaccinarsi per evitare la Dad". Parla Ronzulli

"Non possono certo rischiare di comprometterne la salute contagiandoli o provocando focolai nelle scuole"

Michele De Feudis

La senatrice di Forza Italia, dopo aver presentato il ddl che obbligava il personale sanitario a vaccinarsi, punta sui professori. "Chi non si vaccina non può stare in classe". La Lega? "La mia attività parlamentare rispecchia ciò in cui credo". L'intervista

Nessuna tregua a i No vax e Boh vax. Firmato Licia Ronzulli. E’ suo il disegno di legge che obbliga i professori a vaccinarsi. Senatrice, il ddl che ha presentato punta a respingere la platea dei docenti in classe senza vaccino. Che visione c’è dietro questa legge? “Quello degli insegnanti – spiega la parlamentare berlusconiana – non è un lavoro come un altro, è una missione, assolvono a una funzione sociale importantissima. A loro è affidata la responsabilità dei nostri figli quando sono in classe, non possono certo rischiare di comprometterne la salute contagiandoli o provocando focolai nelle scuole. Per fortuna la stragrande maggioranza di loro sono già vaccinati, ma bisogna correre ai ripari perché, purtroppo, ci sono alcune sacche di resistenza”. Parliamo del testo. Sono previste sanzioni per i docenti o il personale che non si è sottoposto a inoculazioni? Che fine fanno? “A differenza che negli ospedali o nei luoghi di cura, dove ci sono uffici e servizi che non richiedono necessariamente un rapporto diretto con i pazienti, a scuola è difficile immaginare mansioni che non prevedano il contatto con bambini e ragazzi. Chi non dovesse vaccinarsi non può stare in classe”, taglia cortola senatrice.


Spazio dunque ai supplenti vaccinati… “Certamente. Questa norma – chiarisce – è pensata sia per tutelare la salute degli studenti, sia per fare in modo che il prossimo anno scolastico si svolga interamente in presenza, soprattutto dopo il fallimento colossale della Dad”. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi spingerà per una rapida approvazione della sua proposta? “Me lo auguro, ma ovviamente la questione dovrà essere discussa in Consiglio dei ministri. Comunque sono ottimista, perché parliamo dello stesso governo che ha già recepito la mia proposta circa l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e i dati hanno dimostrato che ha agito bene, non ci sono stati più focolai negli ospedali”.


Gli alleati di centrodestra, Lega e Fratelli d’Italia, frenano sugli obblighi vaccinali. Il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, a Bari, ha dichiarato sul Green pass: “Utile per andare a ballare, ma ho dubbi sulla sua rilevanza per i diritti di cittadinanza”. Che ne pensa di certe ritrosie? “La mia attività parlamentare rispecchia ciò in cui credo”, chiosa dribblando le polemiche interne alla coalizione, dove i rapporti sono già tesi.


Con il vaccino si riducono le possibilità che si torni alla didattica a distanza, che ha pesantemente ampliato il deficit di istruzione tra i giovani del nord e del sud. Un motivo in più? “Certamente, è una garanzia in più perché i ragazzi tornino e restino tra i banchi. Lo scorso anno però il divario di cui lei parla non ha riguardato solo una differenza tra nord e sud, la Dad ha creato ovunque studenti di serie A e di serie B. Non tutte le famiglie hanno un tablet o un pc idoneo a studiare da casa, non tutte le scuole sono provviste di piattaforme per l’e-learnig e la banda larga non copre l’intera penisola, ci sono zone del paese dove internet non arriva. Come si fa la dad senza rete?”


Sua figlia  ha voglia di tornare a scuola a settembre in presenza? Come ha vissuto, se le è capitata, la Dad? “Quest’anno è andata meglio dell’anno scorso, lei ha frequentato la primaria e tolto il mese in zona rossa è sempre andata a scuola. Nel primo lockdown invece ha sofferto molto la mancanza di compagni e insegnanti. La scuola non è solo formazione ma è anche relazioni. Con la Dad i ragazzi hanno perso su un doppio fronte, quello delle competenze e quello della socialità e se per quanto riguarda la preparazione è possibile recuperare, almeno parzialmente, il terreno perduto, per la socialità non è così. Come sanno bene tutti i genitori, la Dad è stata un’esperienza alienante. I nostri bambini sono stati forse la categoria più sacrificata di questa pandemia, le vittime principali”, conclude la senatrice Ronzulli.
 

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