L'intervista

"Viva la tassa. Forza Letta! Mattarella resti". Parla Vincenzo Visco

"Tra Salvini e Meloni? Meloni più equilibrata. Sogno una maggioranza Ursula"

Carmelo Caruso

"La tassa di successione? Finalmente una cosa di sinistra. Ma non diamola ai giovani. I soldi del nonno intelligente non si danno al nipote imbecille. E' la modalità bonus. Letta vada avanti"

Roma. Segretario Letta, non è solo. “Non spaventarti, caro Enrico. Vai avanti se hai coraggio. E’ giusta una tassa di successione ma la destinazione non mi convince”. E perché? “Perché dare ai giovani una dote non aiuta. Perché i soldi del nonno intelligente non si danno al nipote imbecille. Perché questa idea rientra nella cultura dei bonus. E dunque non mi piace”. Ma questo conta poco. C’è un uomo di rispetto, un professore, un ex ministro di Finanza, Tesoro e Bilancio, che ben prima di Letta è stato sbertucciato da una “destra retriva, reazionaria, da ancien régime”. “Mi hanno definito in tutti i modi e solamente perché il mio pensiero era semplice: pagate e non rompete. Quelli di destra non vogliono che si tocchi la proprietà, ma vogliono i servizi. Così non funziona”. Si tratta di Vincenzo Visco.

 

Una storia di docenza, economista di sinistra: Pci, Ds. “Ho lasciato il Pd quando è arrivato  Matteo Renzi. Per Articolo Uno ho preparato un progetto di riforma fiscale. L’ho mandato anche al premier”. Ha conosciuto infatti Mario Draghi e gli vuole bene. “Ci siamo incontrati quando era direttore del Tesoro. E’ un uomo che viene a capo dei problemi. Ma sulle tasse davvero il governo può cadere. Attenzione”.

 

Che sarà mai una tassa. “Non a caso io sono per una tassa incisiva e non confiscatoria, che agisca sul patrimonio”. Patrimoniale. “Si, ma un’imposta non sul ceto medio abbiente”. Il Pd, per voce del suo segretario, ha invece proposto quella sull’eredità. “Inoffensiva, quasi modesta. Ma è qualcosa. E’ la prima volta che un segretario di sinistra fa qualcosa di sinistra. E però, ormai basta la parola ‘tassa’ e scoppia il finimondo”.

 

Draghi (che ieri ha chiamato Letta per chiarire) ha detto che questo è “il momento di dare e non di prendere”. Insomma, professore, ma era questo il momento di formularla? Risponde Visco: “È il momento di dare, ma dare non impedisce di ragionare su come aumentare una tassa di successione. La proposta di Letta ha un valore simbolico. E’ come la battaglia sui diritti civili. La polemica denota e disvela il degrado etico della classe dirigente. E poi diciamolo francamente. La tassa di successione è da sempre una tassa del pensiero neoliberale. Difesa da Stuart Mill, Einaudi”. I

 

n verità, prima di Letta, a sinistra, l’ha immaginata Fabrizio Barca. E senza nulla togliere a entrambi, ma con Visco si può fare meglio. “Dopo il Covid, cosa chiedono i cittadini? Servizi. Sanità. Come si garantisce? Con le tasse.  Di cosa stiamo a parlare”. Si parlava di Visco. “Sa perché mi insultavano? Perché sono stato il ministro che sulle tasse ha agito di più. Terapie d’urto e misure efficaci”. La destra ha costruito il suo mito? “La destra è il partito antitasse. E’ il suo leit motiv.  Ma qual è il vero obiettivo della destra? Glielo dico io. Tagliare le pensioni”.

 

Matteo Salvini ha invece come obiettivo (ancora) la flat tax che, come si immagina, non piace a Visco. “Perché è una proposta vecchia. Se ne era accorto già Keynes. Diceva: i politici tendono a salire sempre sulle spalle di qualche economista defunto. Salvini monta sulle spalle di economisti abbastanza anziani”. Perché in Italia no? “Perché la flat tax è stata pensata nell’America di Ronald Reegan ma quando la tassazione era al 92 per cento. Ci credo che gli americani si lamentavano”.

 

Eroico Letta? “Ha detto qualcosa che neppure Zingaretti è riuscito a dire. Insista”. Che Visco possa rientrare nel Pd è prematuro. L’ora è però di quelle importanti. “La destra ci porterebbe al default. Un loro governo ci farebbe perdere il denaro del Recovery”. Meglio Salvini o Giorgia Meloni? “Sulle tasse si equivalgono”. E sul resto? “La destra della Meloni è sicuramente più equilibrata. Il mio desiderio è una maggioranza Ursula”. Anche lei vuole Draghi al Quirinale? “Si deve chiedere a Sergio Mattarella di rimanere per fare in modo che Draghi possa finire il suo compito. E’ Draghi la nostra garanzia”. Abbracciamo dunque il segretario Letta? “Certo, gli italiani sono con lui e per le tasse. Basta solo saperle spiegare. Ci siamo spiegati?”.
 

 

  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.