Intervista

Parla il venerabile Bisi: "La loggia Ungheria? Macché! Ve la do io la massoneria"

Manuale per costruire una loggia seria

Carmelo Caruso

La loggia di cui parla Amara non esiste nei registri del Grande Oriente. Fare una loggia è cosa seria. Riti, richieste, certificati. "Basta abusare di una parole nobile". Parla Stefano Bisi, gran maestro del Gran Oriente d'Italia. Si fa presto a dire grembiule

È il momento di dire basta. Secoli di tradizione e letteratura per poi vedere un Piero Amara qualsiasi  dire: “Esiste la loggia Ungheria. Ve la racconto”.  Siamo stanchi di tutto questo. Se volete costituire una loggia (vera) adesso prendete appunti. In Italia c’è solo un venerabile che ne sa qualcosa, un saggio riconosciuto che è costretto  a fare ordine. Si chiama Stefano Bisi. E’ il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, l’unica obbedienza massonica riconosciuta (870 logge al suo interno) oltre 23 mila fratelli e grembiuli. “La loggia Ungheria? Mai sentita. Tutti quelli che abusano della parola loggia adesso ci hanno stancato. Questo modo di procedere non funziona ed è pericoloso”.

 

Maestro, non possiamo che essere d’accordo con lei. Formuliamo il  manuale “come costituire una vera loggia”? . “Ci sto”. Bene. La vogliamo di tutto punto.  Cosa ci serve? “Sette fratelli che abitano in una provincia”. Ce la possiamo fare. Poi? “Eh no. Uno di questi deve essere già apparentato a una loggia”. Un po’ complicato, ma non impossibile. Fase due? “A questo punto si presenta domanda ufficiale di nascita al gran maestro”. Inviamo? “Proseguiamo. Parte una verifica sulle caratteristiche dei fratelli che viene svolta presso la sede centrale”. Puntiamo sulla sua bonomia. “Non dipende da me”. E perché? “Dopo la nostra verifica la richiesta viene inoltrata al collegio circoscrizionale, una sorta di consiglio regionale. Se favorevole torna a Roma”. Siamo a buon punto ci sembra. O no? “Calma. A esprimersi è chiamata la giunta che deve fare altre valutazioni”. Cosa dobbiamo allegare? “Non si tratta solo di allegare documenti. Si deve capire quale sarà la casa massonica dove si svolgeranno i riti. Nel gergo si chiama il tempio”. Serve qualche certificato? “Certo che serve”. Il cv europass è sufficiente? “Non ci interessa il mestiere, ma il casellario giudiziario. Procuratelo e allegatelo. Dopo ne riparliamo”.

 

Facciamo come nei programmi di cucina. Facciamo finta che possiamo infornare la nostra loggia. Ci elenca le cariche che permettono lo svolgimento di una attività massonica come si deve? “Il livello più basso è rappresentato dal libero apprendista muratore. Serve una struttura. E’ per questo che vengono eletti i dignitari di loggia che a sua volta indicano il maestro. Importante è anche la figura dell’oratore che è il custode delle regole. Decisivo è  il maestro di cerimonia per officiare i riti”. Ma questi riti quante volte? Non è che ci salta la partita di calcetto? “Almeno due riunioni al mese, meglio quattro. Serve costanza”. Metta caso volessimo  invitare un amico per vedere l’effetto che fa? “In pratica è un profano che bussa. A decidere l’ammissione del suo amico sarà la gran segreteria della loggia. Ovviamente si deve credere”. Si deve essere religiosi? “Non si può essere atei. Nella massoneria si deve credere nell’essere supremo”. Ma i grembiuli e i cappucci sono obbligatori? Non basta la mascherina? “Sono segni importantissimi. Bianco per l’apprendista. Il maestro invece ha delle bordature rosse”. Una curiosità. Non è che dopo tutta questa trafila arriva un Vito Crimi  e ci butta fuori dal movimento massonico? “E’ chiaro che esiste un procedimento di espulsione  quando viene violata la Costituzione italiana. Noi, al contrario di quanto si pensi, la Costituzione la rispettiamo”. Maestro, non ce ne voglia, ma ci è passata la voglia. Meglio andare a cena. “Liberi di farlo ma non scambiate le cene per logge. La massoneria è un’altra cosa. Si è capito? Diffidate dalle patacche”. Si fa presto a dire grembiule...

 

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio