Spavaldi e complotti

Letta, con chi stai? Con Draghi o con De Luca?

Fioroni: "Il governo Draghi è strategico per il Pd"

Carmelo Caruso

Le insubordinazioni dei governatori Emiliano e De Luca, i complotti agitati da Bettini che hanno portato alla fine del Conte II. Dice Fioroni al Foglio: "Draghi va tutelato. E' il governo del Pd". Si possono sopportare gli spavaldi dem?

Roma. Una domanda: Vincenzo De Luca spadroneggia perché Mario Draghi non interviene (e invece lo farà), ma perché il Pd non ha intimato a De Luca di fermarsi? Lo ha fatto tardi, ma menomale, Giuseppe Provenzano: “Esiste un solo piano vaccinale, De Luca ed Emiliano lo seguano”. Segretario Letta, cosa aspetta? Perché non utilizzare il sistema dei colori (rosso, arancione, giallo) per i discoli democratici? Ci sono tre governatori di sinistra che stanno dimostrando scarso senso dello stato.

 

In Toscana, Giani, sappiamo tutti cosa (non) ha fatto. In Puglia, Emiliano, premiato con la vicepresidenza della Conferenza delle Regioni, non ha fornito ancora l’elenco dei vaccinati. Li chiede un consigliere del suo partito. Si chiama Fabiano Amati. Niente. In Campania c’è un presidente convinto della necessità della teocrazia. La sua. Dice il politologo Michele Salvati: “Non c’è dubbio che il rapporto fra governo e presidenti regionali del Pd sia una delle tante, e grandi, grane che deve affrontare Letta”.

 

Si fa notare: De Luca fa quello che vuole perché il governo non lo impedisce. Giusto. Ma decidere di impugnare una delibera regionale passa forse soltanto dal premier? Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i ministri dem. Cosa sarebbe accaduto se Attilio Fontana, Marco Marsilio o Nello Musumeci, avessero detto a Draghi: vacciniamo chi vogliamo noi. Il Pd sta con Draghi o con De Luca?

 

Ecco cosa pensa Beppe Fioroni che del Pd è uno dei tanti fondatori: “Non solo il Pd deve stare da protagonista nel governo Draghi. Deve capire che questo governo è l’occasione che la storia gli ha presentato. Chi non lo tutela non fa altro che fuggire dalla responsabilità come ricordava Aldo Moro”. C’è un’idea pericolosa che si affaccia a sinistra. E’ l’idea che questo esecutivo sia una parentesi. Se ne è accorto anche Fioroni: “Sgomberiamo il campo. Il governo Draghi serve al Pd per ridisegnarsi e favorire un rilancio economico e civile del paese. A volte ho come l’impressione che qualcuno voglia scendere da questo magnifico cantiere. Lo scandisco: è un esecutivo strategico”.

 

Lo ha precisato Letta quando è stato chiamato a salvare il partito: “Questo governo è il nostro governo. La sua agenda è la nostra agenda”. Siamo sicuri? Ieri, in segreteria, Letta si è interrogato sui suoi tre insubordinati. Non c’è dubbio che crede nel piano Figliuolo. Non c’è dubbio che sul successo di Draghi scommette tutto, e però, solo la coraggiosa Sandra Zampa, e lo ha fatto al Foglio.it, ha usato, per prima, parole limpide: “De Luca sbaglia sia nel merito sia politicamente”. E’ sufficiente o non è forse il clima che deve cambiare?

 

Goffredo Bettini legittimamente, per carità, si è convinto che il Conte II sia stato buttato giù da “una convergenza di interessi nazionali e internazionali”. E’ il sentimento di chi ha perso qualcosa e di chi vive in maniera riottosa il futuro. E infatti, spiega ancora Fioroni, è questo umore che in qualche modo stimola i fuoriposto alla De Luca ad agitarsi. E’ l’umore di chi non si riconosce appieno nel governo dove siede: “Non mi piacciono i gialli complottistici, figuriamoci quelli politici. Bettini elabora un pensiero, un manifesto, dove in pratica vuole chiudere tutte le correnti eccetto quella che apre lui. Si sente orfano di Conte proprio adesso che il compito del Pd è sostenere un nuovo premier”. Prendere posizione contro De Luca ed Emiliano servirebbe per smontare questa teoria e per ristabilire i pesi. Quanto ci metterà la destra a indicare il Pd come “infiltrato”? La Lega si appropria del tema delle riaperture in maniera scomposta. Il Pd anziché presidiare questi argomenti, consente a uno dei suoi presidenti di sfidare Draghi con lo Sputnik. Lo fa nel momento più difficile, nelle ore in cui potrebbero mancare le dosi di J&J.

 

E’ una questione di leadership. Sempre Fioroni: “Come Draghi non è una transizione, anche la segreteria Letta non lo sarà. Difendere uno significa rivendicare il progetto dell’altro”. Dato che il Pd è il partito delle proposte perché non servirsi allora di questa? Quarantena per i democratici riottosi. Anziché l’isola di Capri perché non provare con il Pd “spavaldi” free?

 

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio