e se scendono in campo?

Tessera Ferragnez. Quanti voti sposta un follow?

Michele Masneri

Post e appelli, contatti, consulenti: Chiara e Fedez sempre più "politici". Dove vogliono arrivare?

Quanti voti sposta un follow? Ventisette anni fa nessuno avrebbe mai pensato che un imprenditore milanese venuto dalla misteriosa tv potesse terremotare la politica. Ma adesso, coi partiti tradizionali affannati e liquefatti, vedi mai che un altro imprenditore milanese, anzi due, rifanno il terremoto.

 

Chiara Ferragni e il consorte Fedez, tra nuovi fantastici bebé che già sorridono in favore di iPhone e uova di Pasqua brandizzate, sono sempre più “politici”. Sabato pomeriggio  il cantante si è prodotto in una lunga e seguitissima – due milioni di visualizzazioni – diretta Instagram col relatore della (sacrosanta) legge contro l’omotransfobia, Alessandro Zan. E’  solo l’ultima delle attività “politiche” della coppia. Prima, l’anno scorso, la massima onorificenza milanese, l’Ambrogino d’Oro, li ha premiati per le raccolte fondi covidiche. Poi qualche giorno fa c’è stata l’uscita femminista di Chiara Ferragni: rimproverata per le foto col pancione, ha risposto: “una donna è libera di mostrarsi come meglio crede e questa penso che dovrebbe essere la norma per ogni uomo, non l’eccezione”. Poi eccola scagliarsi contro la Regione Lombardia, che avrebbe offerto una corsia preferenziale per vaccinare la nonna di Fedez; infine Fedez in appoggio alla legge Zan.

 

“Dove si prende la tessera dei Ferragnez?” è la domanda che corre sui social, da ridere ma neanche tanto. Cosa vogliono fare questi Ferragnez? Scendere in campo? Al Foglio risulta che da mesi stanno selezionando, nella massima riservatezza, dei giovani consulenti politici, a sostegno di questa attività. Collaboratori parlamentari ed esperti di comunicazione politica digitale. Certo, pare assurdo, però ricordiamoci che il segretario del PD ha gestito la sua fuoriuscita dal partito ospite da Barbara D’Urso, mentre Giuseppe Conte è “ridisceso” in campo in diretta Facebook.

 

E il vuoto, per esserci, c’è. Almeno a Milano. La costituency di centrosinistra, che si riconosce e coagula sui temi legati a diritti e modernità, è orfana di un testimonial: il sindaco Sala che aveva cavalcato la fase “roaring” della città post-Expo, adesso pare silenziato. I Ferragnez invece non sbagliano un colpo. Chi conosce la coppia sottolinea come, dei due, Fedez sia sempre stato il più politicizzato: e se anni fa era vicino ai Cinquestelle (tanto da aver scritto e cantato anche un inno, “Non sono partito”), poi ha ripudiato quella vicinanza. E nel tempo ha ospitato Marco Cappato nel suo podcast “Il muschio selvaggio”, appoggiandolo nella battaglia per l’eutanasia. Ha preso anche posizione sul caso Cucchi (“morto disidratato?” “NOI moriamo disidratati perché certe stronzate non ce le beviamo”).

 

Poi, a margine, c’è stata la politica “contro” i Ferragnez (interrogazioni sulla sponsorizzazione dell’aereo Alitalia per le nozze in Sicilia, o la pubblicità a un’acqua minerale, Gasparri che annuncia querela. E il Codacons): tutte beghe che han sempre visto i Ferragnez trionfare su avversari che ne uscivano come una razza vetusta e scalcagnata.

 

E insomma se “la ditta” si candidasse, non sarebbe davvero difficile ipotizzare un successo al comune di Milano, per cui si vota quest’anno, o nella disastrata Regione Lombardia (2023). E chissà col voto nazionale. Ma sono, appunto, scenari fantasiosi. La parola chiave per ora è “posizionamento”, e loro di sicuro stanno misurando il campo. Poi Instagram è un conto, la realtà è un altro. E parlare ai follower da Citylife una cosa, un contraddittorio televisivo un’altra (ma una figura professionale nuova servirebbe anche a colmare questo gap).

 

Ancora, l’entourage di Fedez smentisce ufficialmente col Foglio una loro discesa in campo. “Nessun interesse”. “Però se diciamo che hanno parlato di politica con vari personaggi, questo sicuramente sì”.  E, dicono, lui continuerà con l’interlocuzione. Intanto, in altre parti del mondo, l’indicibile sta già accadendo. In Messico la giovane instagrammer Mariana Rodríguez Cantú (1,4 milioni di followers) sta appoggiando la candidatura del marito, il poco più che trentenne Samuel Garcia. C’è un gran dibattito se il colossale seguito della moglie non violi la competizione elettorale. Conflitto di interessi. Lei dice che non sposta un voto. Lui intanto nei sondaggi è salito dal 9 al 25 per cento. Ricorda qualcosa?

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  • Michele Masneri
  • Michele Masneri è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. Ha  pubblicato con Adelphi “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla California, durante la prima elezione di Trump, mentre presto uscirà il suo saggio su Arbasino, “Stile Alberto” per Quodlibet.