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Renzi: "Veti su Conte? Non siamo ancora al punto di decidere chi guiderà il governo"

Simone Canettieri

Dopo l'incontro con il presidente Mattarella al Quirinale, il Foglio ha fatto alcune domande a Matteo Renzi. "Il Mes? Ci spieghino perché non lo prendono. Facciamo presto, perché il paese non si può permettere di perdere altro tempo"

La delegazione di Italia viva ha appena avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel Salone delle Feste del Quirinale, il Foglio ha avuto la possibilità di rivolgere al senatore Matteo Renzi un paio di domande a caldo. 

 

Senatore Renzi, il tema del Mes rimane una condizione indispensabile per far parte di una maggioranza politica?

"Cos'è il Mes? Sono 36 miliardi di euro che servono per la nostra sanità. Pensiamo siano denari che vadano presi per dare una mano agli infermieri, ai dottori, ai giovani ricercatori, agli specializzandi. Italia viva è a favore del Mes e ci suona strano che un governo che dovrebbe essere europeista tema il Mes in nome delle condizionalità europee. So che entriamo nel tecnicismo, ma diciamolo con chiarezza: le condizionalità del Next Generation Eu sono decisamente più stringenti delle condizionalità del Mes. Questa è una conditio sine qua non? Le dico con molta chiarezza che noi abbiamo posto una serie di argomenti, tanti. Sono scritti in una lettera al presidente del Consiglio dimissionario a cui il presidente del Consiglio non ha dato risposta. E non diciamo prendere o lasciare ma discutiamo nel merito. Non hanno voluto discutere. E hanno alimentato una narrazione per la quale noi facevamo una polemica perché abbiamo un brutto carattere. Qui non si tratta di simpatia o antipatia, ma del futuro dei nostri figli. Di posti di lavoro, della possibilità di ripartire, dei ristoranti che sono chiusi, del turismo che aveva pochi soldi nella prima versione del Recovery fund e che continua ad averne pochi per quello che servono. Questo è l'argomento di discussione, e in questo non possiamo dire 'o prendete il Mes o ce ne andiamo'. Noi non siamo persone che danno degli ultimatum. Però vogliamo un dibattito vero su questi argomenti. Anziché andare in televisione a raccontare di quanto uno ha un caratteraccio, discutiamo perché non serve il Mes. Raccontateci che nei nostri ospedali il Mes non serve. Diteci che volete mettere più soldi per il cashback che per l'occupazione giovanile. Su questi temi siamo pronti al dibattito, non abbiamo paura di niente e di nessuno".

 

Ha messo un veto su un possibile Conte ter?

"Credo che dobbiamo abituarci a seguire l'assunto latino nomina sunt consequentia rerum. Se lei deve andare in un posto, prima sceglie dove deve andare. Poi sceglie il mezzo con cui ci va. Poi con quali persone ci va, e alla fine sceglie, se va in macchina, chi guida. Noi purtroppo non siamo ancora a scegliere chi guida. Ovviamente abbiamo le nostre idee anche su quello. Ma ancora non siamo lì. La vera domanda è: intanto dove andiamo? Andiamo verso un paese che spende 200 miliardi e li spende nel debito cattivo? O che spende i 200 miliardi per fare il più grande investimento superiore anche al piano Marshall? Sulla base di questo, qual è la macchina che viene scelta: una maggioranza politica o una maggioranza istituzionale? Se c'è una maggioranza politica chi sono i membri? Oggi ho letto le dichiarazioni di alcune forze politiche che dicono che con noi non si vogliono alleare. È questo il loro obiettivo? Lo dicano. Pensano di poter fare a meno di noi? Auguri, in bocca al lupo. Noi siamo fermi su questi temi. Alla fine di questo percorso discuteremo su chi è che deve guidare la macchina. L'unica cosa che chiediamo è di fare presto, perché il paese non si può permettere dopo 15 giorni in cui abbiamo assistito alla caccia al singolo parlamentare, che si perda ulteriore tempo. Non vi fosse stato da votare oggi la relazione di Bonafede su cui il governo non aveva i numeri probabilmente saremmo ancora a cercare i cosiddetti responsabili. Io penso che sia responsabile chi pensa al futuro dei fogli, non chi pensa alla propria sistemazione personale". 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.