La giornata

La doppia citofonata di Salvini: prima l'ambasciatore Usa, poi Mattarella

In tarda mattinata ha visto Eisenberg con Giorgetti, poi ha passato 30 minuti dal presidente della Repubblica

Simone Canettieri

Il leader della Lega per 30 minuti a colloquio con il Capo dello Stato per lamentarsi del nuovo decreto immigrazione e delle politiche anti-Covid del governo. La risposta del Quirinale: sui decreti l'interlocutore è il parlamento

Un incontro di trenta minuti. Matteo Salvini oggi pomeriggio è stato ricevuto al Colle dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Il leader leghista aveva chiesto un incontro per discutere del nuovo decreto immigrazione, che rischia "di bloccare i lavori del Parlamento in un momento particolarmente delicato per il Paese".

Nel corso del colloquio - "disteso e cordiale", come recita la nota della Lega - Salvini ha anche espresso preoccupazione per la situazione economica e sociale italiana, in particolare sui temi della salute e della tutela di medici e infermieri, sulla scuola e la mancanza di personale e strutture adeguate, lamentando la mancanza di dialogo con le parti sociali e il Parlamento da parte del governo. In poche parole: uno sfogo dritto dritto contro il governo Conte. Ma anche l'occasione per dimostrare a Mattarella che i suoi inviati al dialogo non sono rimasti lettera morta.

"La volontà di costruire della Lega e dell’intero centrodestra c’è sempre stata: settimana scorsa si è confermata nel voto unanime (ed apprezzato) sullo scostamento di bilancio, ma la mancanza di dialogo da parte del governo e l’insensata scelta di forzare i tempi sul tema immigrazione, rischiano di vanificare ogni volontà di collaborazione", spiegano sempre da fonti vicine al leader della Lega. Che usano così la vicenda dello scostamento, propiziata dalla mossa d'anticipo di Silvio Berlusconi, come dimostrazione di un clima diverso e ultra dialogante. Anche se, come si sa, fino all'ultimo la Lega è stata tentata dall'astensione.

Mattarella ha risposto alle rimostranze di Salvini sui decreti immigrazione che l'interlocuzione giusta non è il Quirinale, ma il Parlamento. Come dire: il presidente della Repubblica non interferisce sui lavori della Camere. Allo stesso tempo, dal Colle giudicano come "normale" che sia stato ricevuto il leader dell'opposizione, senza dare chissà quale enfasi alla visita. 

Questo incontro rientra nella giornata iper diplomatica dell'ex ministro dell'Interno che sembra in giornata ha fatto visita all’ambasciatore degli Stati Uniti  in Italia Lewis M. Eisenberg. Con lui c'era il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti. 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.