Il vertice

Covid, Azzolina incontra il Cts: "Le scuole devono rimanere aperte"

Alle 17 la riunione tra la ministra dell'Istruzione e il Comitato tecnico scientifico per fermare governatori e sindaci

Simone Canettieri

Sarà un modo per ribadire quanto gli scienziati stanno ripetendo da giorni, a partire dalla riunione di mercoledì scorso con il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione del governo: sotto ai 14 anni il contagio è minimo

Il primo ciclo scolastico non deve chiudere. Per fortificare questa battaglia, oggi alle 17 - secondo quanto risulta al Foglio.it - la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina incontrerà il Comitato tecnico scientifico. Non solo il coordinatore Agostino Miozzo, ma tutti i diciotto membri dell'organismo che in questa fase collabora  con il governo nell'emergenza coronavirus.

Sarà un modo per ribadire quanto gli scienziati stanno ripetendo da giorni, a partire dalla riunione di mercoledì scorso con il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione del governo: scuola dell'infanzia, elementari e medie devono rimanere aperti perché, numeri alla mano, il contagio continua a essere minimo. 

In questa fase, d'altronde, la pressione di famiglie e studenti affinché non si arrivi alla didattica a distanza per tutti i cicli cresce sempre di più. Ma le regioni e anche i sindaci, con ordinanze restrittive, possono muoversi in autonomia. 

Ecco, per scongiurare questo scenario Azzolina oggi vedrà i componenti del Cts. E la riunione sarà messa, come d'abitudine, a verbale. In giro per l'Italia, d'altronde, non mancano i casi controversi. A Messina, il sindaco Cateno De Luca ha chiuso e poi riaperto le scuole, dopo la rivolta delle mamme che avevano fatto accesso agli atti delle Asl verificando i casi positivi nelle classi. Discorso simile a Palermo dove si è verificato uno scontro tra il sindaco Leoluca Orlando e la regione Sicilia.

E così nel giorno in cui arriveranno le nuove ordinanze del ministro Roberto Speranza sui colori delle regioni, Azzolina gioca d'anticipo con questo blitz al Cts. 

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.