L'intervento

Zanda: "Zingaretti il vero vincitore. Ascoltando Di Maio mi cadono le braccia"

Valerio Valentini

Il senatore del Pd spiega perché il suo segretario esce vittorioso dal voto delle regionali. E perché, dopo le parole di Di Maio, sarà difficile dialogare con gli alleati di governo

"Davanti alle dichiarazioni di Di Maio, francamente mi cadono le braccia", dice Luigi Zanda, che in verità le braccia le allarga in un gesto di sconforto mentre esce dal Nazareno insieme a Gianni Cuperlo. "Se sei il partito di maggioranza relativo, dovresti sentire la responsabilità di innescare un processo di condivisione, dovresti fare uno sforzo unitario di fronte a una vittoria referendaria così ampia", dice il senatore del PD. "E invece Di Maio che fa? Arriva in conferenza stampa per commentare il successo del Sì e la prima cosa che gli viene da proporre, in un momento così complicato per il paese, è il taglio degli stipendi dei parlamentari. Ma come si fa?".

 

Insomma sarà difficile, per il PD, dialogare coi suoi alleati di governo. "Diciamo che non è semplice discutere di politica col M5s. Non lo è neppure per Nicola Zingaretti, che fa della ricerca dell'unità del fronte progressista la sua cifra, e che esce da queste elezioni regionali come il vincitore, obiettivamente". E lo sconfitto chi è? "Sicuramente Matteo Salvini. Che perde malamente in Toscana e assiste con gli occhi sbigottiti al trionfo di Luca Zaia. E poi certo esce sconfitto anche Matteo Renzi, il cui progetto politico si fonda evidentemente su un'analisi errata, quella secondo cui il fronte riformista va costruito al centro, al di fuori del Pd". E Zingaretti? Potrebbe volere ora incassare il successo andando al governo? "Lo escludo nella maniera più assoluta".

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