Il patto che l'opposizione dovrebbe accettare per non governare sulle macerie

Dalle riaperture delle regioni alla riforma della giustizia, dalla festa della Repubblica alla situazione americana. L'intervista di Claudio Cerasa a Sky Tg24

Claudio Cerasa

La gioranta del 2 giugno si è aperta con le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Durante la pandemia l'Italia ha mostrato il suo volto migliore". Un invito alla coesione che "temo non verrà raccolto", dice il direttore del Foglio, Claudio Cerasa a Sky Tg24, "perché la distanza tra i due fronti politici è molto significativa. Ma ci sarebbero anche delle opportunità per trovare strade convergenti: la lotta alla burocrazia, la semplificazione, il rafforzamento del sistema sanitario, la volontà di alleggerire il peso fiscale sulle imprese. Alcune idee per fare convergere governo e opposizione. Quest'ultima ha la possibilità di essere e dimostrarsi responsabile. Anche perché, in caso di una eventuale loro vittoria, converrà governare non sulle macerie ma su una solida struttura, in grado di difendersi dalle crisi". 
 
Domani, 3 giugno, con la riapertura delle regioni, che cosa potrebbe succedere? "Sono ottimista - dice Cerasa - sulla responsabilità degli italiani: i contagi sono sotto controllo, il famoso indice R0 non ha ancora superato l'1 e anche negli altri paesi europei dove si è scelto riaprire, tutto sommato, il secondo picco non si è verificato. Si sono attrezzati, ma i cittadini hanno capito come ci si comporta. E' giusto avere timore, non lanciare messaggi contraddittori (come il "tutto è finito" di cui abbiamo letto in questi giorni) ma anche evitare il disfattismo: nei prossimi mesi potrebbe andare meglio del previsto.
 
"Penso sia inevitabile una riforma della giustizia che provi almeno a cambiare alcune regole del gioco nel Csm. Non c'è però riforma che non passi dalla presa di coscienza della magistratura della necessità di combattere la giustizia spettacolo. Purtroppo, da un ministro come Bonafede, che dà ancora più forza al metodo della gogna, faccio fatica a immaginare che ci possa essere qualche scelta contro circo mediatico giudiziario".
  
"La situazione negli Stati Uniti sembra fuori controllo, penso che ormai l'esercito sia necessario, ma la scelta di Trump di dividere e creare contrapposizioni, dalla Cina alla Germania, sino ai fatti domestici di questi giorni, sta creando danni su danni, e temo che il peggio della campagna elettorale debba ancora arrivare".

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.