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Grosso grasso casino all’Inps

Il gravissimo data breach sul sito dell'Istituto di previdenza, per il presidente Tridico, è colpa degli hacker. E poi, con l’emergenza, tutto si può giustificare. Ma il problema è l’ordinario, non lo straordinario

1 Aprile 2020 alle 15:10

Grosso grasso casino all’Inps

Foto LaPresse

I provvedimenti sballati, rivedibili, gli errori grossolani, i decreti seguiti da altri decreti per aggiustare i decreti precedenti vengono giustificati con l’eccezionalità del momento. Con l’emergenza, tutto si può giustificare. Eppure il problema è l’ordinario, non lo straordinario. L’ultimo caso è quello dell’Inps, preso comprensibilmente d’assalto per le richieste di bonus. Orbene, non soltanto l’Inps è collassato, ma c’è stato un gravissimo data breach, con dati personali degli utenti diffusi a chiunque.

  

Improvvisazione e cialtroneria prescindono dai tempi eccezionali. C’erano già prima, adesso se ne accorgono tutti. Ma non tutto può essere giustificato con l’emergenza. Poi c’è chi si stupisce perché alcuni si oppongono al tracciamento digitale. Visto il livello di incompetenza, prima dovremmo tracciare i tracciatori.

  

Ma cos’è successo? Una fonte che ho contattato mi ha dato questa possibile spiegazione: “È impossibile dire cosa sia successo dagli screenshot e dai report degli utenti, ma con qualche probabilità si tratta di un problema di cache (lato server) delle risposte, intrecciato magari con il potenziamento dell’infrastruttura per gestire il picco di carico”.

 
Su Reddit è in corso una conversazione sul tema e uno degli utenti sembra confermare questa ipotesi, ampliandola:

 

 

In ogni caso, un data breach di queste proporzioni non è giustificabile.

 

Update: Beppe Conte dice che è colpa degli hacker. Lo hacker che bontà.

Roma, 1 apr. (Adnkronos) – Ai leader di opposizione riuniti a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha spiegato che i problemi registrati dal sito Inps sono legati ad attacchi hacker.

  
Update / 2: Anche Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, dice che è colpa degli hacker:

“Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker”, dice Tridico all’AdnKronos.

 
Il garante della Privacy, Antonello Soro, ammette di essere preoccupato, parlando con l’AdnKronos.

“Siamo molto preoccupati per questo gravissimo data breach. Abbiamo immediatamente preso contatto con l’Inps e avvieremo i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o se si tratti invece di una problematica di portata più ampia. Intanto è di assoluta urgenza che l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati”. Così all’Adnkronos Antonello Soro, Garante Privacy, commentando il caso del sito dell’Inps andato in tilt.
“Quella della mancanza di sicurezza delle banche dati e dei siti delle amministrazioni pubbliche è – prosegue il Garante – una questione che si ripropone costantemente, segno di una ancora insufficiente cultura della protezione dati nel nostro Paese”.

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • leless1960

    01 Aprile 2020 - 17:15

    Vi racconto solo due cose, per linee generali e che riguardano non questa direzione in particolare: mio cognato interdetto a lavorare per un enfisema polmonare, aspetta la pensione da agosto, e intanto lo manteniamo noi; secondo esempio di malainps l'Inps ha un regolamento secondo il quale - se stai pagando privatamente l'adesione a un fondo pensionistico privato complementare - se paghi un bollettino con un solo giorno di ritardo (magari perché non è arrivato) non solo ti fa decadere dal diritto ad aderire al fondo ma - leggete bene che sembra incredibile - si trattiene tutte le somme versate precedentemente dal lavoratore. A detta del Caf, la CC ha rigettato ogni ricorso dando sempre ragione all'inps. Non è un'associazione a delinquere legalizzata?

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  • Caronte

    01 Aprile 2020 - 16:19

    Incredibile! Penso poi che la Pubblica Amministrazione ha già tutti i nostri dati in suo possesso; chi siamo, che lavoro facciamo, quanto guadagniamo...teoricamente avrebbero potuto accreditare in automatico a tutti gli aventi diritto, perchè pretendere una richiesta? Mi rispondo, perchè il nostro Stato che ci vuole bene spera che qualcuno non riesca ad inoltrare la richiesta, così risparmia un po' e trova i fondi per pagare gli amici informatici del secolo scorso...

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