Solo una balla ci salverà dai truffatori della democrazia

La dissimulazione è sacra ma l’ondata farlocca della politica futura ce la siamo costruita con le nostre mani (il 4 dicembre)

Solo una balla ci salverà dai truffatori della democrazia

Sarà una gara di balle. Le prossime elezioni, un’occasione che dovrebbe essere il fondamento della vita comune e della cittadinanza, saranno obbligatoriamente una partita truccata. Balle grosse così. Berlusconi va con Salvini ma si prepara a governare con Renzi, Renzi va addirittura con D’Alema o altri “de sinistra” ma si prepara a governare con Berlusconi. Non perché siano infidi o cattivi, re e royal baby; perché regole e voto in questa direzione inevitabilmente spingono, e alla fine le hanno volute o subite loro, più o meno di buona voglia. Menzogna ha una risonanza troppo maestosa e un filo moraleggiante, e poi il termine rinvia a un’arte sofisticata di cui nessuno ha fatto mai a meno nella politica antica e moderna. La dissimulazione è un quarto di nobiltà dello stato, ma l’ondata farlocca che ci apprestiamo a cavalcare è banale, coatta, e ce la siamo costruita con le nostre mani. Dobbiamo starci, ma sapere di che si tratta non è male.

  

Il 4 dicembre del 2016 è dies nigro signanda lapillo. Una maggioranza di italiani al voto referendario quel giorno si è privata, oltre che dell’abolizione di un ente inutile buono a pascere presidenti volatili e ambizioni sghembe, di decidere con ballottaggio chi è il migliore o chi è il peggiore. Ora abbiamo una trovata legislativa, e che sia benedetta perché al punto in cui siamo solo una balla ci salverà, che promuove coalizioni tra avversari che si fingono alleati e devono tenersi pronti ad allearsi al governo dopo il voto, passata la festa, con gli avversari del giorno prima. E’ vero che non sono le leggi elettorali a votare, ma i cittadini, e che un eventuale 40 per cento autorizzerebbe una coalizione vincente a governare. Ma “eventuale” e “autorizzerebbe” sono le foglie di fico della nuda realtà. Il ballottaggio è distorsivo, come tutti i marchingegni maggioritari, come tutte le leggi elettorali, compresa la proporzionale pura che sacrifica la scelta del governo alla rappresentatività del voto, ma la vittoria di Macron su Marine Le Pen (migliore e peggiore) viene da un meccanismo che seleziona un’opinione per una politica e una persona, non da un intrigo d’obbligo e sotto gli occhi di tutti, che però bisogna negare in pubblico, cioè da una balla.

 

Non ci si deve scandalizzare quasi mai, eppure è bene sia chiaro come un voto cialtronesco del 4 dicembre, celebrata occasione  di chissà quale riscatto, ha eliminato verità e dissimulazione onesta sostituendole forzatamente con la balla e il modesto intrigo sotto gli occhi di tutti. Si poteva fare diversamente? No, perché la vocazione maggioritaria ha deluso un paese nevrastenico e lo ha indotto a procurarsi una delusione che risulterà ancora più grande. Per ora voteremo una coalizione che sappiamo non essere una coalizione, e si farà un governo parlamentare che è probabilmente necessario o utile ma è il contrario di tutto quello che si è detto in campagna elettorale, ed è il frutto del “liberi tutti” subito dopo la conta nelle urne. Quando via referendum (e come sennò?) rimetteremo a nuovo le vecchie preferenze personali, per dare potere ai cittadini-elettori (come no), subito dopo ci racconteremo che la libertà di voto è sequestrata dal voto di scambio, che è perfino un grottesco reato. Di balla nasce balla, “e il tempo ne governa”.

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Commenti all'articolo

  • ravas

    07 Novembre 2017 - 19:07

    OK, condivido. Continuo però a lamentare, anche da parte dell'Elefantino, l'assenza di una nota critica sul ruolo giocato dal sistema dei media, ed in particolare dai giornalisti (...giornaloni in testa). Vero che i panni sporchi si lavano in casa, ma cominciate a lavarli !!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Novembre 2017 - 17:05

    Sono un inguaribile eziologico. Possiamo dire che la più bella del mondo aveva approntato tutti gli ingredienti possibili perché i cuochi e gli sguatteri della politica potessero confezionare una miriade di piatti "ingovernabili"? I Padri Costituenti conoscevano il loro polli e sapevano bene che gli italiani, ideologizzati d'allora o comunque sempre schiavi dell'atavico "... e l'un l'altro rode di quei che un muro ed una fossa serra", li avrebbero mangiati. Infatti così è stato, ed è. Alla più bella del mondo la Costituzione francese di De Gaulle, quella che ha portato Macron all'Eliseo, fa schifo. Ergo … senza balle non si ballera.

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  • mauro

    07 Novembre 2017 - 08:08

    Sacrosanto, caro Ferrara, ma a cos'altro poteva portare la moda del voto "contro"? L'elettore sprovveduto, ovvero la quasi totalità (esclusi, naturalmente, i presenti), non potrà che continuare a passare di delusione in delusione. Usque tandem? Fino al prossimo "uomo o donna del destino" ?

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  • giantrombetta

    07 Novembre 2017 - 08:08

    Caro Giuliano, per non continuare a raccontarci balle e su quelle balle cercar di sopravvivere, dovremo per onestà tornare alla rottura del patto del Nazareno. Quando il Royal Baby scelse di continuare a vivacchiare con Alfano e Verdini piuttosto che concedere il minimo sindacale a Berlusconi, con lui costruendo la riforma costituzionale possibile e dunque vincente anche al referendum. Che non abbia voluto o potuto promuovere e accettare quel compromesso e’ l’origine di tutto il caos che ne e’ seguito, dal quale tu ritieni si possa uscire soltanto con un nuovo patto del Nazareno. E’ probabile, ma forse il treno della buona sorte anche nella vita politica passa una sola volta. Resta da segnalare che dopo Roma e Torino, ai guai e disastri del Pd governante gli elettori in Sicilia non rispondono Grillo ma Berlusconi, ancora esule dal Parlamento anche per scelta del Pd di Renzi.

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    • Carlo Eduardo

      07 Novembre 2017 - 14:02

      Per scelta del PD di Bersani e Letta.

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      • Skybolt

        07 Novembre 2017 - 15:03

        In questo (solo) non c'è differenza. Non ho visto Renzi ammazzarsi per eliminare la Severino. Diciamo che il lavoro era già stato fatto. Crede veramente che sarebbe stato così facile staccare Verdini da Fi con B. pienamente in sella ?

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