Dunque: immigrazione, appunti per una nuova politica. E
basta leggere il resoconto delle cose dette sull’immigrazione da Matteo Renzi alla direzione del Pd di ieri per capire che sarà, nei prossimi mesi, un argomento chiave per la costruzione di due sinistre ben distinte. Prima del “passo in più” di ogni buona nuova politica di sinistra, c’è qualcosa da correggere: “Una politica che propone come priorità assoluta la limitazione degli arrivi fa innanzitutto una promessa vana ai cittadini, perché gli sbarchi continueranno. E in secondo luogo incentiva soltanto la sindrome da accerchiamento. Pericolosa”. “Invece, come avete scritto anche voi, bisogna sapere e saper spiegare che 200 mila arrivi all’anno si possono governare. Dire ‘adesso blocchiamo i porti’ è esattamente come evocare i carri armati al Brennero: sono frasi senza contenuto e pericolose”. Insomma: Minniti. “Che stimo molto, ha grande competenza e ovviamente non lo invidio per la responsabilità di dover gestire questa situazione”. Ci vuole un’idea diversa, per Gad Lerner: “La priorità assoluta del contenimento, sarà una promessa mancata. Si ritorcerà contro”. Insomma: si ritorcerà contro il governo. Allora la politica: serve una politica di (una sinistra) diversa. Veniamo al punto: “Serve una politica in grado di proporre e realizzare una via ordinata all’accoglienza”. Un buon titolo, la vorremmo tutti. Come si fa? “Occorrono forme di controllo su come farli arrivare, non su come respingerli”. Lo spin è buono, ma proviamo a dettagliare: “La condivisione europea, innanzitutto, quella la si deve ottenere”. Giusto, benché al G20 di Tallinn, in queste ore, l’Italia stia prendendo in materia sportellate in faccia. “In secondo luogo, mettere dei traghetti”. Traghetti? “Da Tunisi, con la Grimaldi, costa 60 euro. Fine del guadagno illecito degli scafisti”. Ma è una follia, arriverebbero davvero tutti. “No, ovviamente significa un accordo per fare i controlli lì, a Tunisi ipotizziamo. E gli hotspot: identificazione, permessi. È la soluzione migliore dal punto di vista etico, e pratico, e di gestione dei flussi. Lo dite anche voi. Invece pensiamo agli errori che abbiamo commesso per vent’anni, senza saper fare una politica ordinata: niente tetti agli ingressi, niente visti di lavoro, niente controlli. Li abbiamo lasciati senza un mezzo di trasporto per arrivare: e così sono arrivati illegalmente. Occorre una politica che dia loro un mezzo legale per arrivare. Un flusso ordinato e non criminale, incontrollato, omicida”.