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Quel gioco di specchi tra Alitalia e la Rai

“Dal punto di vista sostanziale Viale Mazzini sta peggio della compagnia aerea”, dice Minoli. E Freccero: “Qui la modernità bussa, ma nessuno apre”. Il destino di Campo Dall'Orto

26 Aprile 2017 alle 06:00

Quel gioco di specchi tra Alitalia e la Rai

(foto LaPresse)

Roma. “Niente come la Rai spiega l’Italia, un cosmo non completamente statalista ma nemmeno liberale, un paese che sta a metà del guado”, dice Carlo Freccero, consigliere di amministrazione, una lunga biografia di sorgivo creatore di tivù. Mentre Giovanni Minoli, che l’azienda l’ha abitata anche lui tutta la vita, assume un ritmo algebrico: “Circa 12.000 dipendenti, quasi 1.700 giornalisti, oltre 2.000 collaboratori… e produce in outsourcing l’ottanta per cento di quello che trasmette in prime time. La Rai è un...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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