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Quello che Salvini non dice a proposito di Errani e il terromoto in Emilia

“A quattro anni dal terremoto in Emilia ci sono più di 10.000 persone fuori dalle loro case", ha detto il segretario della Lega alla Zanzara. La realtà però non è come la dipinge il leader leghista.

24 Ottobre 2016 alle 16:12

Quello che Salvini non dice a proposito di Errani e il terromoto in Emilia

Il segretario della Lega Matteo Salvini (foto LaPresse)

Matteo Salvini è tornato a criticare la gestione del terremoto dell’Emilia, da cui sono ormai passati quattro anni. La questione torna oggi di attualità, dal momento che il commissario straordinario che gestì quella emergenza è lo stesso che qualche settimana fa è stato incaricato per la crisi del terremoto del centro Italia: Vasco Errani.

 

Per convalidare la sua retorica del razzismo al contrario, secondo cui gli immigrati godrebbero di un miglior trattamento dei cittadini italiani, durante la puntata del 13 ottobre del programma radiofonico di Radio24 La Zanzara, ha affermato “a quattro anni dal terremoto in Emilia ci sono più di 10.000 persone fuori dalle loro case, un paese normale si occupa anche dei suoi terremotati oltre a chi sbarca a Lampedusa e non scappa da nessuna guerra”.

 

Cerchiamo di svelare le verità su questi numeri, citati più volte da Salvini nei mesi scorsi. La regione Emilia-Romagna ha infatti fornito al Foglio l’ultimo aggiornamento mensile riguardo ai cittadini che ricevono assistenza per danni causati dal terremoto del 2012. Coloro, ad oggi, che non possono accedere alla propria casa e che quindi ricevono un sostegno regionale sono 6.830, quasi il 40 per cento in meno rispetto al dato citato dall’europarlamentare. Di questi, inoltre, la maggior parte ha già richiesto un contributo regionale per la ricostruzione. Si tratta di una platea in rapida diminuzione: subito dopo il terremoto erano circa 45 mila persone; da allora ogni anno gli abitanti fuori dalla propria abitazione sono diminuiti a un ritmo medio maggiore del 33 per cento ed ormai più del 85 per cento di loro è tornato a vivere dove viveva prima del sisma.

 

Ma dove alloggiano oggi queste persone? Molti sono in affitto presso altri stabili, mentre chi può abita in seconde case oppure è ospitato da amici o parenti. Solo 239 persone abitano ancora nei prefabbricati. Alcuni di questi – fortunatamente pochi casi – hanno già ricevuto un’offerta di sistemazione alternativa dai comuni di residenza ma hanno declinato. Preferiscono infatti la situazione attuale, sebbene assai precaria, per via dei vantaggi fiscali di cui possono godere.

 

Tutti questi dati sono verificabili sul sito della regione dedicato al terremoto: una notevole opera di trasparenza, che ci si aspetta venga replicata per le nuove zone colpite qualche mese fa. Non esattamente quanto accaduto all’Aquila – dopo il terremoto del 2009 – quando a gestire le operazioni fu proprio un governo sostenuto dalla Lega Nord di Matteo Salvini. Basta confrontare i due siti dedicati alla rendicontazione delle offerte ricevute: qui quello della regione Emilia-Romagna. E quello del terremoto dell’Aquila? Aggiornato a marzo 2012.

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