Il vitalizio è morto, viva il vitalizio!

Redazione
La sospensione dei vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva a reati gravi, voluta da Laura Boldrini e Pietro Grasso, è una misura giusta e moralizzatrice, oppure demagogia a buon mercato?

La sospensione dei vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva a reati gravi, voluta da Laura Boldrini e Pietro Grasso, è una misura giusta e moralizzatrice, oppure demagogia a buon mercato? La domanda è ancora più attuale in queste ore, mentre infuria il dibattito sulle pensioni (di tutti) sbloccate dalla Corte costituzionale ma per le quali non ci sono i soldi.

 

A chi pensa che i politici siano tutti brutti, sporchi e cattivi, l’iniziativa della quale Boldrini & Grasso si stanno fregiando come di una medaglia (“un segnale di forte moralizzazione” tuìtta la presidente della Camera) appare minimalista. Perché allora non abolire ogni forma di finanziamento pubblico dei partiti? Peccato però che in particolare la sinistra, soprattutto boldriniana, ma anche una frangia cospicua dell’estrema destra e della Lega, non vogliano sentire parlare di erogazioni private (chiare e dichiarate, s’intende). E che quegli stessi considerino le fondazioni delle organizzazioni di malaffare a prescindere. Fingono di non sapere che anche in Italia esistono le lobby che altrove sono legali e necessitano di badge di riconoscimento, mentre qui, fino a non molto tempo fa, partecipavano alle consultazioni di governo. Coloro che rifiutano un rapporto laico con la politica, e invece lasciano che sia la politica a dipendere dalle campagne del Fatto quotidiano o da Facebook, sono però poi gli stessi che difendono l’intangibilità del mandato parlamentare, che contrabbandano le preferenze come valore etico assoluto per la “gggente”, che denunciano il voto di fiducia come prova inconfutabile di tirannide. Vabbè allora togliete i vitalizi a qualche colpevole di mafia, strage, terrorismo, truffa grave ai danni dello stato. I codici militari, per dire, prevedono già norme molto più restrittive. Poi però – e visto che proprio su questo punto i giuristi sono divisi e si rischia il bis dei giorni scorsi – spiegateci come fate contemporaneamente a difendere e a calare il tutto in un sistema previdenziale universalistico, per buoni e cattivi, con contributi fasulli e baby pensionati, scatti e riscatti, finte invalidità. Nonché con trattamenti da sogno, e supercumulati, per l’alta burocrazia e l’alta magistratura. Quelli sì intoccabili.

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