SOLDI

Di solito stanno nel posto (e nelle mani) sbagliate. In politica, poi, spesso nelle mani sbagliate stanno e in quelle sbagliate finiscono

22 Aprile 2015 alle 20:30

SOLDI
SOLDI. Di solito stanno nel posto (e nelle mani) sbagliate. In politica, poi, spesso nelle mani sbagliate stanno e in quelle sbagliate finiscono. Ieri, sul Corriere della Sera, Maria Laura Rodotà raccontava la storia di due fratelli miliardari americani, entrambi sopra la linea degli ottanta – definiti “i terribili Koch” – finanziatori di candidati repubblicani. Vecchi ma non suonati. Per le elezioni dell’anno prossimo, si legge, “hanno annunciato di voler sprendere 900 milioni, dollaro più, dollaro meno” – praticamente, “er tesoretto der Kansas”, essendo i due originari del ridente borgo che aveva già decenni fa ispirato Alberto Sordi: “Polizia der Kansas City… orait orait… awanagana…”. E cosa dovrebbe fare, il candidato ideale dei The Koch Brothers? Praticamente, un programma politico una tacca sotto quello di Cicikov, il compratore di “anime morte” di Gogol. Dal Corriere: “I due sognano l’abolizione del salario minimo, la cancellazione di ogni forma di assistenza sanitaria, l’assenza di controlli su ambiente e industria energetica (la loro). E ancora meno tasse per tutti, specie per chi ha di più”. Me cojoni! E poi dicono che la lotta di classe nessuno la fa più. Ma allora viva, viva, viva le coop rosse!

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