POESIA

Da Ariosto a Montale a Vendola, un verso non si nega a nessuno – e i più temerari, di solito, un verso (un poema) non si negano.

14 Aprile 2015 alle 20:11

POESIA
POESIA. Da Ariosto a Montale a Vendola, un verso non si nega a nessuno – e i più temerari, di solito, un verso (un poema) non si negano. Nichi Vendola, che tra due mesi smetterà il governatorato in Puglia, ha annunciato che intende ritrovare da subito sia l’allegria (“la cosa che mi è più mancata in questo decennio”), sia soprattutto la poesia (“per dieci anni non ho scritto un verso”). A motivo della mancata allegria, l’estro poetico si è sopito? Gli è accaduto, a Vendola, come a Bondi? Metrica e politica non s’incrociano? Mesi fa, Vendola provò a cercare voti per la lista Tsipras facendo il verso alla celebre poesia di Kipling “If”. E quindi, attaccò: “Se pensi che le persone sono più importanti delle merci. / Se pensi che la comunità è più importante del denaro…”. Andò come andò. Meglio non svegliare il poeta che dorme. Morde.  

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