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COMPROMESSI SPOSI

La recensione del film di Francesco Miccichè, con Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Grace Ambrose

25 Gennaio 2019 alle 16:49

Coproduzione italo-britannica (prendiamo nota). Un numero esagerato di sceneggiatori (prendiamo nota anche di questi). Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme recitano con il pilota automatico (questo lo annotiamo noi, aggiungendo che l’attore Abatantuono potrebbe fare molto di più, mentre sulla maschera di Salemme non abbiamo speranze). Un Romeo di Gaeta si innamora di una Giulietta del nord, dopo la prima notte in spiaggia e il primo selfie decidono di sposarsi (va bene che tra tanti sceneggiatori non ce n’era uno con un’idea, ma magari si poteva immaginare qualcosa di meno idiota, o lasciare la passione alla fantasia dello spettatore). Romeo ha il padre sindaco che grida “onestà” e fa chiudere le pasticcerie della nonna. Giulietta ha un padre industriale che giù al sud vorrebbe costruire un grande albergo, ma l’incorruttibile sindaco Salemme col cavolo che dà i permessi. Vuole che i concittadini vadano avanti con pane, acciughe, cipolla a chilometro zero. Abatantuono sfotte la piccolezza del rivale, il sindaco a tendenza grillina sfotte la grassezza del rivale. Insieme sfottono lo spettatore che per sua sciagura ha comprato il biglietto.

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