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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Il loft

Abitare si deve. Meglio allora farlo con stile. O perlomeno sapere quali luoghi comuni snocciolare con eleganza sul tema

24 Aprile 2015 alle 06:18

Il loft
- L’unico modo di abitare per un intellettuale à la page.

 

- Negli annunci immobiliari lo è anche uno sgabuzzino di tre metri quadrati, purché abbia il soffitto di almeno cinque metri e una finestra molto scomoda.

 

- Disseminarlo di vecchi oggetti ramazzati in mercatini del riciclo. Fare attenzione che il confine tra il gusto per la trouvaille e l’effetto magazzino del ciarpame è sottile.

 

- Osservare che ha fatto il proprio ingresso trionfale nell’immaginario pop con “Flashdance”, dove la protagonista saldatrice-ballerina abitava in un magnifico loft di Pittsburgh. I razionalisti più cinici possono utilmente interrogarsi su quante saldatrici-ballerine abbiano conosciuto.

 

- Aggirarvisi e con piglio da esperto avanzare ipotesi su quanto costi riscaldarlo.

 

- Vi alligna un ceto intellettuale democratico assai attento all’estetica contemporanea, con sfumature gauche-caviar; si contrappone all’attico centralissimo con terrazza sui tetti romani che, invece, è proprio di un filone intellettual-organico con tocchi di grandebellezza o – per i puristi – di terrazza alla Scola.

 

- Ogni volta che vi si mette piede, guardarsi attorno con compiacimento e commentare: “Molto New York.” (Vedi seguente)

 

- In un loft adibito a ufficio, individuare qualcuno che vi lavori e chiedergli con aria cospiratoria: “Ma qui cosa fate? Del co-working?” Non è indispensabile sapere esattamente che cosa sia il co-working.

 

- Abitarne uno in un quartiere centrale di recente gentrificazione. Come seconda scelta va bene anche in una zona molto periferica che si stima sarà gentrificata nei prossimi anni. In questo caso, meglio se con vista su linee ferroviarie semiabbandonate.

 

- A Roma ambire a possederne uno al Pigneto o nei pressi del Gasometro (no Monti: usurato); a Milano, all’Isola (no Navigli: mainstream). Altri quartieri, valutare caso per caso.

 

- Chi vi abita deve preferibilmente fare lo sceneggiatore, lo scrittore o il columnist di costume. Possibili anche, ma percentualmente minoritari, lo stilista, l’architetto di giardini, lo street artist. Assolutamente inappropriati mestieri a reddito fisso.

 

- Il soppalco è il fronte dell’aspirazionalità: se c’è bisogno di soppalcare è un loft del cavolo con penuria di metri quadrati. Il soppalco è ammesso solo nel caso non sia necessario, allora diventa una scelta stilistica e in questo caso è un valore aggiunto. Convenirne.

 

- Dire che il termine inglese loft (solaio/soffitta) deriva dal norvegese antico “lopt” (aria) fa sempre la sua porca figura. Se l’uditorio lo consente, valutare se confessare di averlo scoperto consultando Wikipedia.

 

- Obbligatorio organizzare senza soluzione di continuità party di tendenza per centinaia di persone, altrimenti tanto vale abitare in un tre locali del centro.

 

- Per chiarire subito subito agli eventuali ospiti la propria temperie culturale, è fortemente sconsigliato possedere il televisore. Se lo si deve proprio avere, allora che sia gigantesco: meglio se tiene un’intera parete.

 

- Le finestre giganti sono belle, ma pulire i vetri col Vetril e i giornali è uno strazio, così dopo un anno sembra ci sia sempre la nebbia. Dolersene.

 

- Rammaricarsi di vivere in un banalissimo duecentocinquanta metri quadrati, centralissimo, doppi servizi, termoautonomo, garage privato, finemente ristrutturato, giacché in tutta la cattiva letteratura gli artisti optano solo per soluzioni abitative eccentriche: abbaini, mansarde, seminterrati, loft ecc.

 

- Leggere sempre con grande attenzione tutti i cartelli vendesi o affittasi che si incontrano per strada, anche se non si ha alcuna intenzione di acquistare o affittare alcunché perché, stando a come ve l’hanno sempre raccontata, è così che si scovano dei loft fantastici a pochi euro. Notare che invece voi trovate solo bilocali di 30 metri quadrati, quinto piano senza ascensore. Dolersene.

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