Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Le valigie

Andrea Ballarini

Sono il lato oscuro di ogni vacanza, di ogni viaggio, di ogni partenza, per cui bisogna assolutamente sapere cosa dirne

- Chiedersi come fosse possibile viaggiare prima dell'invenzione del trolley.

- Le valigie da fare sono la spada di Damocle sospesa su ogni vacanza. Cominciare a parlarne settimane prima della partenza.

 

- Dimenticarsi la combinazione della serratura numerica e alla fine – dopo aver ritrovato le istruzioni cercate per ore – regolarla sullo 000, rendendola di fatto inutile.

 

- Deplorare chi all'aeroporto si accalca intorno al nastro bagagli come se ci fosse un premio per chi avvista per primo il proprio.

 

- Sostenere che il 90 per cento del contenuto delle valigie siano i vestiti di vostra moglie, quindi lasciare la stanza prima che lei possa dimostrare che le vostre polo pesano e ingombrano il doppio delle sue gonne.

 

- Non avere mai conosciuto nessuno che appiccichi le etichette dei luoghi visitati sulle valigie. Sospettare sia un'invenzione di Hollywood.

 

- Farsi un punto d'onore di riuscire a dimostrare la fallacia della teoria dell'incompenetrabilità dei corpi, stipando il necessario per un viaggio di tre settimane in una quarantott'ore.

 

- Tuonare contro le compagnie aeree low cost che se superi anche di soli dieci grammi il peso del bagaglio consentito ti fanno pagare un supplemento pari al triplo del costo del biglietto.

 

- Fare le valigie è un'arte sconosciuta alla stragrande maggioranza dei maschi. Dolersene.

 

- Stigmatizzare quelli che buttano a caso due cassetti di roba nella valigia e via. E che te lo fanno pesare.

 

- Dire di rinviare il momento di fare la valigia fino a pochi minuti prima della partenza, tanto ci si dimentica comunque qualcosa di fondamentale, quindi è inutile farla con anticipo. (Vedi seguente)

 

- Cominciare a scrivere delle liste minuziosissime giorni prima, così da non dimenticare nulla al momento di fare la valigia; con la sola possibile eccezione di dove si sia messa la lista.

 

- Nel dubbio portarsi tutto, perché può sempre servire, e confezionare dei monoliti da due quintali del tutto intrasportabili. Quindi lasciarli al compagno che non mancherà di chiedere: "Ma cosa c'è dentro? Un cadavere?"

 

- Dopo anni in cui ci si è portati appresso smoking e pigiami palazzo, nel caso a qualcuno venisse in mente di organizzare una serata di gala nel delta dell'Okavango, dire di avere progressivamente sviluppato la frugalità, fino a essere arrivati a partire con un beauty case. Plaudire ma rimanere scettici.

 

- Sostenere con aria blasée che tutto quello che serve è una carta di credito, il resto si compra lungo la strada.

 

- Vantarsi di essere partiti con solo un paio di jeans e due magliette ed essere stati via sei mesi. Non è necessario averlo fatto davvero.

 

- Notare che non appena si mette su famiglia, le valigie diventano automaticamente insufficienti a contenere il necessario, indipendentemente da quanto grandi siano, per cui vanno sempre integrate con una legione di sacchetti di carta e plastica. (Vedi seguente)

 

- Ricordarsi sempre di dire che ogni partenza della famiglia per il weekend ricorda uno spostamento del circo Togni.

 

- Preferire il baule. Très chic.

 

- Quelli che i bagagli li spediscono, così viaggiano solo con la borsetta e lo zainetto, e cercano di convincerti che dovresti farlo anche tu. Aborrire.

 

- Quando una giovane collega d'ufficio si presenta con il trolley il venerdì mattina, in vista del weekend, non mancare mai di citare "La ragazza con la valigia". Non è indispensabile avere visto il film di Valerio Zurlini.

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