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I farmaci

Le vacanze sono finite. Il lavoro è ricominciato. Lo stress aumenta. Urgono dei farmaci.

5 Settembre 2014 alle 06:30

I farmaci

- Fanno bene da una parte, ma fanno male dall'altra. Convenirne.

 

- Tuonare contro le multinazionali farmaceutiche, responsabili delle peggiori nefandezze. Eventualmente spingersi fino ad addebitare la diffusione dell'AIDS a un incidente di laboratorio. Attenzione alla deriva complottista.

 

- Ricordare sempre con dissimulato orgoglio che, nonostante tutto, la nostra sanità pubblica è una delle migliori al mondo. Convenirne.

 

- Considerare sagacemente che una volta si moriva per malattie che oggi si curano con una compressa.

 

- Ricordare con discrezione che la parola “farmaco” deriva dal termine greco “pharmakon”, cioè veleno, la dice lunga e lascia intendere una solida cultura classica.

 

- Ricordare che nell'Europa più evoluta l'omeopatia è riconosciuta da decenni, mentre qui siamo ancora alle prese con la parte più oscurantista dei medici che la considera acqua fresca. Dolersene.

 

- Avere già provato l'omeopatia, ma poi essere tornati di corsa all'allopatia perché stavate quasi morendo. Vale anche averla già provata ed essersi trovati benissimo. In quest'ultimo caso evitare il proselitismo.

 

- Dichiararsi favorevoli alle medicine alternative, ma quando si deve stare bene in fretta, conviene bombarsi di antibiotici e chi s'è visto, s'è visto. Eseguire variazioni a soggetto.

 

- Il cortisone va bene per tutto. Variante: il cortisone ti ammazza. (Vedi seguente)

 

- Arabescare eleganti nonsense su che cosa caspita sia il cortisone, forse la stessa cosa che mettono nelle tette?

 

- Interrogarsi su come sia possibile che le donne abbiano sempre in borsetta una piccola farmacia da campo con cui possono curare dal mal di testa al dengue.

 

- Notare con piglio sociologico che nessuno chiede più un cachet; Moment, Oki, Tachipirina sono invece in fortissima ascesa. Valutare in base alla sensibilità culturale dell'uditorio se ricordare che durante il fascismo il cachet si chiamava cialdino.

 

- L'Aulin fa malissimo; paventare il momento in cui lo toglieranno dal commercio, giacché è l'unica cosa che funzioni con voi. Variante: dirsi convinti che fosse un personaggio del Signore degli anelli.

 

- Stigmatizzare quelli che trangugiano qualunque porcheria come se fosse acqua fresca; lamentare la cronica carenza di sensibilità ai temi della salute. Valutare se far partire un pippone olistico sui limiti della medicina ufficiale che cura il sintomo e non l'uomo.

 

- Biasimare l'abitudine di buttare giù qualunque cosa al primo segno di disagio, ignorando il fatto che in quel modo il corpo sta cercando di dirci qualcosa. Replicare sarcasticamente che preferireste vi mandasse una mail spiegandovi cosa fare per stare meglio.

 

- Deplorare gli spot dei medicinali che negli ultimi quattro secondi condensano un discorso che normalmente ne prenderebbe venti, obbligando gli speaker a parlare come dei tarantolati.

 

- Adorare lo spot di quella donna che prima si vergognava a entrare in ascensore con qualcuno perché temeva che le sue parti intime puzzassero come una discarica. Puro dada.

 

- Buttare lì con nonchalance che il foglietto che accompagna i medicinali si chiama bugiardino. Se si riesce a beccare chi non lo sapeva l'effetto è assicurato.

 

- Avere avuto un vecchia nonna campata fino a 102 anni senza aver mai conosciuto altra medicina che non fosse un bicchierone di Sangiovese ogni mattina a stomaco vuoto. Lanciare un sondaggio per scoprire quanti abbiano avuto nonne simili.

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