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Viaggiare da soli

Almeno una volta il pensiero è venuto a tutti. Alcuni poi lo hanno tradotto in pratica, la maggior parte continua solo a parlarne. Per questo è fondamentale sapere quali banalità smerciare quando la conversazione tocca il viaggiare da soli.   - L’unico vero modo di viaggiare.   - Ricordarsi di d

1 Agosto 2014 alle 00:01

Viaggiare da soli
Almeno una volta il pensiero è venuto a tutti. Alcuni poi lo hanno tradotto in pratica, la maggior parte continua solo a parlarne. Per questo è fondamentale sapere quali banalità smerciare quando la conversazione tocca il viaggiare da soli.
 
- L’unico vero modo di viaggiare.
 
Ricordarsi di dire che, paradossalmente, è un modo di aprirsi di più al prossimo. Assunto che denota attitudine  riflessiva e inclinazione all’approfondimento. 
 
Fa la differenza tra il viaggiatore e il turista. Ammirare il primo, deprecare il secondo.
 
Quest’anno si porta molto la donna che viaggia da sola. Convenirne.
 
Affermare che può dare dipendenza: se lo si fa una volta, poi non si potrà più farne a meno. 
 
Avere fatto molti viaggi da solo/a quando non era di moda, lascia immaginare uno spirito avventuroso e  sconfinate risorse interiori, qualità assai apprezzate in società.
 
Impagabile il non essere costretti a quegli umilianti rituali del mattino per cui siete svegli e pronti per uscire alle  sei, ma dovete aspettare la moglie del vostro amico che prima delle undici non si alza e poi vuole fare colazione.  Valutare se citare Sartre: “L’enfer, c’est les autres”; in ogni caso – a meno che non lo chiedano espressamente –  evitare di dire che è di Sartre.
 
- Non c’è altro modo di conoscere davvero le culture altrui. Convenirne.
 
- Ogni mattina non si ha nessuna idea degli incontri che si faranno quel giorno. Parlare della serendipità: valutare  se tratteggiare brevemente la storia del concetto, da Walpole in poi. 
 
- Il vero viaggiatore solitario parte solo con uno zainetto in cui c’è tutto quello che gli serve per stare fuori anche  degli anni. Spigolare che non si è mai visto nessun viaggiatore solitario degno di questo nome con un trolley  Samsonite. Dolersene.
 
- Criticare la figura stereotipata del viaggiatore solitario con soltanto uno zainetto. Stereotipo per stereotipo,  preferire il globetrotter old school che si sposta con bauli e maggiordomi al seguito, alla Phileas Fogg. 
 
- Se il contesto lo consente sostenere provocatoriamente che i libri di Chatwin sono un pernicioso effetto  collaterale dell’alfabetizzazione delle masse e che l’Adelphi dovrebbe essere perseguita per circonvenzione di  incapaci. (Vedi seguente)
 
- Sproloquiare sulla letteratura di viaggio. Preferibilmente citare libri noti, ma non di massa: ideali quelli sul Tibet  di Alexandra David-Néel, di Fosco Maraini o di Padre Tucci. Rammaricarsi che ora, sfortunatamente, il Tibet sia  perfino più massificato di Sharm el-Sheik. 
 
- Avere trascorso un periodo in un grande albergo internazionale alonato di fascino e mistero. Scegliere tra  l’Oloffson, il Raffles, la Mamounia (ricordare di dirla al femminile; mai il Mamounia), senza specificarne  l’ubicazione: il vero viaggiatore la conosce.
 
- Che poi, in realtà, non si sta mai da soli. 
 
- Prendere appunti sulla Moleskine è l’estrema frontiera del trash. Convenirne.
 
- Se si parla di Marocco, inevitabilmente qualcuna rievocherà con aria sognante il misterioso francese dalla voce  profondissima (NB: salvo Louis de Funès i francesi hanno sempre voci profondissime), conosciuto al tramonto  sulle mura di Essaouira, con cui c’è stata una notte di torrida passione prima di lasciarsi all’alba senza neppure  essersi mai detti i rispettivi nomi. Replicare che in effetti la Pro Loco di Essaouira è famosa per essere una delle  migliori del mondo.
 
- Se nel corso di un viaggio solitario si incrocia un gruppo di Avventure nel mondo, non mancare di sorridere  sotto i baffi e di individuare a colpo d’occhio la coppia che al ritorno si lascerà.
 
- Dire che mentre non esitate a organizzare un viaggio da soli nel deserto del Taklamakan, in Italia non riuscite  neppure ad andare al ristorante da soli, perché avete sempre la sensazione che tutti vi guardino. Ribattere che in  Europa sono molto più avanti, mentre da noi cercano di sbolognare in fretta il cliente solitario, perché gli tiene  occupato un tavolo. Continuare con variazioni sul tema.
 
- Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli. (Emilio Salgari)

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