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Il Giappone

Chi lo teme, chi lo ama. Chi ne apprezza l'estetica, chi ne deplora il formalismo. Chi ne ammira le tradizioni, chi ne condanna l'ipermodernità. Fanatici sostenitori e accesi detrattori del Sol Levante, non perdete l'occasione di dire la vostra sul Giappone.

8 Novembre 2013 alle 00:00

- Una società che vive di contraddizioni, scissa tra estrema modernità e tradizione. Inutile sapere altro.

- Lodare l'estrema eleganza della sua cultura.

- I giapponesi fanno tutto insieme; basta vedere quelli in giro per le nostre città: se inciampa il primo della fila, poi inciampano anche tutti gli altri.

- Non capire cosa ci sia di bello nel Sumo.

- I giapponesi sembrano tutti uguali. Se qualcuno fa questa affermazione chiosare che anche loro faticano a distinguere gli occidentali. Commento che denota l’uomo di mondo e il sincero democratico.

- È una società da pazzi. Convenirne.

- Lo zen e l’arte di qualunque cosa hanno decisamente rotto le balle.

- Dire che per voi Zen è solo un cognome veneziano. Chic.

- Non sapere bene se lo zen sia una filosofia, una religione o uno stile di arredamento, comunque apprezzarlo. Ribattere che per un occidentale è impossibile comprenderne l’essenza.

- La cerimonia del tè: bella ma un po' pallosa. Tesi che posiziona come iconoclasti provocatori.

- Notazione socio-economica. Qualche anno fa Hollywood dipingeva il Giappone come il nemico, oggi invece, dopo la crisi, il nemico è diventato la Corea del Nord.

- Scrittori giapponesi. Yukio Mishima: fascista, suicida. Banana Yoshimoto: pop, troppo pop. Harumi Murakami: non riuscire mai a ricordare quale sia il nome e quale il cognome.

- Ma i giapponesi fanno ancora harakiri?

- Citare i capsule hotel e dire che solo dei pazzi potevano inventare una cosa del genere.

- I film di Kurosawa piacciono agli occidentali; ai giapponesi, così così. Commento che suggerisce profonda conoscenza della società nipponica.

- È chic avere visto "I sette samurai" un numero infinito di volte. Valutare se citare il remake western "I magnifici sette".

- Toshiro Mifune. Non serve conoscere altri attori giapponesi.

- Chiedere chi vince tra un judoka e un karateka: evitare. Puerile.

- Ma Bruce Lee era giapponese o cinese?

- Evocare con nostalgia gli anni delle elementari, quando mostravate con orgoglio manufatti d’oro ai vostri amichetti e quelli ribattevano fosse oro del Giappone, che in Italia chiamano ottone. Deprecarli.

- Il giorno della fioritura dei ciliegi: una delle grandi esperienze estetiche della vita. Convenirne.

- Amare moltissimo Hokusai. Non serve sapere in che secolo sia vissuto.

- Amare la cucina giapponese, ma non il sushi (usurato). Eventualmente spiegare che non va bene per chi soffre di tiroide a causa della forte presenza di iodio.

- È molto avanti avere pranzato in un manga-bar di Akihabara, il quartiere tecnologico di Tokio, serviti da una cosplayer vestita da Lady Oscar.

- Fare gli origami durante le riunioni in ufficio lascia immaginare profonda cultura, saggezza e apertura mentale. Evitare ogni riferimento a Blade Runner, troppo pop.

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