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Le banche

In un paese in cui le caste si sprecano, la loro è tra le più odiate. Tutti ne abbiamo bisogno, prima o poi, ed è proprio allora che se ne scoprono i lati più esasperanti. Che siate multimiliardari o nullatenenti, non mancate di dire tutto e il contrario di tutto sulle banche.

9 Marzo 2012 alle 00:00

- La crisi è tutta colpa loro.

- Sono posti dove vi prestano del denaro se potete dimostrare di non averne bisogno. (Bob Hope)

- Il potere economico è nelle mani delle stesse sei o sette persone da sempre. Deprecarlo.

- La Trilaterale e il Gruppo Bildberg sono pieni di banchieri. Tuonare contro. Se qualcuno lo fa, dichiararsi contrari alle teorie complottistiche: dozzinali.

- Spendere parole di ammirazione per quelli che hanno fatto un colpo multimiliardario senza nemmeno tirare fuori una pistola, perché bisogna essere bravi.

- Nel nostro paese le banche hanno fatto fronte alla crisi meglio che altrove a causa della maggior arretratezza del sistema del credito. Notazione tecnica che fa capire che la sapete lunga.

- Disprezzarle. Rivalutare il mattone come bene rifugio. In alternativa, va bene anche il paglione.

- I veri delinquenti sono quelli delle finanziarie. Auspicare il ritorno a un’economia basata sulla produzione e non solo sulla speculazione finanziaria. Annuire saggiamente.

- Rimpiangere i tempi in cui gli impiegati di banca avevano la camicia bianca e la cravatta scura, invece del maglioncino pastello, così si vedeva subito chi era il nemico.

- Scagliarsi contro i metal detector che obbligano a spogliarsi prima di entrare in banca. Chiosare che lo fanno affinché il cliente capisca subito cosa l’aspetta.

- Detestare lo sguardo di inutile superiorità dell’impiegato che vi comunica il saldo in rosso.

- Interrogarsi filosoficamente sul perché lo chiamino fido, giacché è palese che non si fidano affatto.

- Homo sine pecunia, imago mortis. Averlo proposto come motto da scrivere sulla facciata della propria banca. Stare ancora attendendo una risposta dal direttore.

- Draghi è più potente di Berlusconi. Bernanke è più potente di Draghi. Hu Jintao è più potente di Bernanke. Vale anche combinare i nomi in qualunque altro modo.

- Se qualcuno parla di banche gli ultraquarantenni possono utilmente evocare Superciuck, il supereroe che rubava ai poveri per dare ai ricchi.

- Ma ci sono ancora i Rockfeller o è rimasta solo la pista di ghiaccio davanti al grattacielo omonimo, dove vanno a pattinare in tutte le commedie romantiche ambientate a New York?

- Dire che ogni volta che si va in banca si ha l’impressione di trovarsi in quadro di George Grosz rivela arguzia e vasta cultura artistica.

- Osservare che per decenni il posto in banca è stato il miraggio della classe media. Di seguito fare partire una pippa sulla borghesia portatrice di miseria spirituale. Allontanare ogni sospetto di veterocomunismo citando "Il lupo della steppa" di Herman Hesse. Affrettarsi a precisare di averlo letto da ragazzo.

- Anche i bancari hanno un’anima, ma l’hanno investita in fondi ad altissimo rischio e non deve essergli andata benissimo.

- Secondo la pubblicità le banche parlano con me, sono tutt’intorno a me, sono fatte di gente come me. Mi sorge un terribile dubbio: sarò mica uno stronzo?

- Fare velatamente balenare un complotto mondiale ebraico dietro il potere delle grandi banche internazionali. Contestualmente affrettarsi a sottolineare di non avere nulla contro gli ebrei.

- Se solo Dio volesse darmi un segno che esiste; per esempio, depositando una grossa somma di denaro sul mio conto in banca! (Woody Allen).

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