cerca

Le parolacce

Tutti le usano, in privato e sempre più spesso anche il pubblico. Sono un segno dei tempi o semplicemente la normale evoluzione della lingua. Se ancora non avete un'idea in merito eccovene alcune già pronte sulle parolacce.

17 Febbraio 2012 alle 00:00

- Ricordare che se a casa da bambino vi scappava detto cacchio volavano le sberle. Arabescare considerazioni sulla decadenza del Paese.

- Ricordare che vostra mamma era tanto morigerata da dire frasi come “C’era una tale confusione – scusi la parola – che non si può neanche immaginare” con un involontario effetto comico.

- Sono un modo di dare maggior espressività al dialogo. Vedere l’uso che ne fanno David Mamet o i cinepanettoni. Scegliere con cura gli esempi per accreditarsi come cinefilo dalle idee infinitamente aperte. 

- Sono un modo per nascondere la carenza di idee. Stigmatizzarle ma ridere omericamente tutte le volte che il comico di turno ne spara una.

- Ingaggiare una gara a chi ricorda il maggior numero di album degli Squallor.

- C’è stato un periodo che si usava mettere una parolaccia nel testo delle canzoni per evitare la rima amore-cuore. Marco Masini se ne pente ancora oggi.

- Appena se ne mormora una i bambini la registrano automaticamente e poi la ripetono facendo fare terribili figuracce. Contestualmente condannare l’approccio pedagogico liberale del dottor Spock.

- Ricordare Cesare Zavattini che per una parolaccia alla radio scatenò interrogazioni parlamentari e uno scandalo nazionale. Oggi per una bestemmia si riesce nel caso migliore a far indignare la Marcuzzi.

- Se un film comico italiano viene descritto dal telegiornale come “una commedia senza alcuna traccia di volgarità, che non è poco”, vuol dire che è una vaccata.

- Trovare vaffanbagno, vaffanbrodo, vaffancuore e tutti i salvataggi in corner forme di codardia ben più turpi della versione originale. Per non parlare di quelli che scrivono c... Affermarlo qualifica l’intellettuale rigoroso.

- Sostenere che quando avete rimproverato vostro figlio di otto anni perché aveva insultato il fratello di quattro, lui si è difeso dicendo che stava spiegandogli il complemento oggetto della parola testa. Concluderne che i bambini di oggi sono molto più svegli di quelli di una volta.

- Dire di avere incontrato in un quartiere periferico di Milano alcuni tredicenni lombardi che si insultavano in americano come dei neri di Los Angeles. Chiosare che persino Pasolini aveva sottovalutato gli effetti più devastanti della globalizzazione.

- Ormai le parolacce sono così diffuse che la vera trasgressione è parlare come un maggiordomo dell’Ottocento.

- Da ragazzo essere andati a cercare le parti oscene di Aretino, Baffo, De Sade, Catullo ecc. tentando invano di gabellarlo come approfondimento.

- La sindrome di Tourette è un brutto problema, ma se lo psichiatra ti sta antipatico può essere molto appagante.

- La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.  (Oscar Wilde)

- A Roma negli anni Cinquanta hanno aperto un ristorante che ha avuto grande successo perché vi si insultava il cliente. Chiedersi che cosa avrebbe detto Lévi-Strauss.

- In politica il turpiloquio è comparso con la seconda Repubblica. Elencare il maggior numero possibile di esempi, ma riconoscere al Senatùr un talento ineguagliato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi