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La raccolta differenziata

Ogni anno ne produciamo circa mezza tonnellata a testa. C'è chi diversifica e chi butta tutto insieme. Comunque la pensiate sui rifiuti e sul modo di raccoglierli, eccovi qualche bel concetto da buttare lì con eleganza alla prima occasione.

13 Gennaio 2012 alle 00:00

– Dubitare sia necessario dividere i rifiuti, tanto poi buttano tutto nello stesso posto. Se qualcuno lo fa, rilanciare ironicamente altre tesi complottiste: le torri le hanno fatte cadere gli americani, non siamo mai andati sulla luna, gli ufo sono già sbarcati ma ce lo nascondono.

– A Milano sono già vent’anni che la fanno, a Roma ci sono arrivati solo da qualche mese. Stupirsene.

– Nel nord Europa sono già quarant’anni che la fanno, noi arriviamo sempre in ritardo. Puntualizzare che si è sempre meridionali di qualcuno.

– Per fare una raccolta davvero efficace ci vogliono cinque bidoni: carta, plastica, vetro, organico e indifferenziato. Raccontare di come a vostra nonna sia venuto l’esaurimento nervoso.

– Ironizzare sul sistema a punti di raccolta mobili adottato a Roma, per cui prima di buttare l’immondizia è necessario verificare ora e luogo, altrimenti si rischia di vagare per il quartiere con il sacchetto come un clochard.

– A Roma se ti alzi tardi perdi il turno della raccolta e ti devi tenere in casa il sacchetto fino al giorno dopo; e se hai fatto il pesce non è bello. Convernirne.

– Il camion dei rifiuti passa a delle ore improbabili, assordando tutta la via: lamentarsene. In inverno, ancora ancora, ma d’estate, con le finestre aperte, è un incubo.

– A qualunque ora passi il camion della raccolta dei rifiuti, chiedere all’interlocutore di turno se gli sembri l’ora adatta.

– Il camion dei rifiuti è proprio della misura esatta per ostruire completamente la strada. Eventualmente far partire una pippa sulla pretesa degli italiani di muoversi tutti in auto.

– Dire che la raccolta dei rifiuti è uno dei business più lucrosi per la malavita rivela una solida tempra sociologica. Citare “Gomorra”. Non è necessario averlo letto.

– Magnificare le virtù del tritarifiuti domestico. Dire che in America è diffusissimo, mentre da noi molto meno, rivela un background internazionale.

– Il problema dei rifiuti a Napoli ormai è irrisolvibile, qualunque sia l’amministrazione; come l’urbanizzazione delle pendici del Vesuvio.

– (Variante della precedente) Risolvere il problema dei rifiuti a Napoli è solo questione di volontà politica che non c’è: ci sono troppi interessi.

– In Svizzera se getti una carta per terra ti arrestano. Plaudire e di seguito dire che lì, però, sono esagerati.

– Invocare la pena di morte per quelli che fanno fare i bisognini al cane sul marciapiede. Chiosare, sdegnati: “Neanche al bordo della strada, proprio al centro del marciapiede.”

– Mostrarsi sempre molto aggiornati sulle città che dai rifiuti traggono energia. Avere letto un articolo su una città asiatica che ricava elettricità dal chewing-gum masticato.

– I cassonetti rigurgitanti fanno tanto terzo mondo.

– Ogni anno in Europa occidentale vengono usati 24 miliardi di pannolini usa e getta. Battersi con le amiche per l’adozione di quelli lavabili.

– Se un’amica vanta le virtù dei pannolini lavabili, replicare che, va bene la sensibilità ecologista, ma mettersi a lavare montagne di merda a ciclo continuo, proprio no.

– Se si è notoriamente ricchi, avere trovato una deliziosa poltrona anni Trenta buttata tra i rifiuti e averla fatta restaurare dal tappezziere di fiducia. Rammaricarsi ve ne fosse una sola.

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