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L'aria condizionata

Di questi tempi se ne fa un gran parlare. C'è chi la odia, chi non la vuole neppure sentir nominare. Chi senza non saprebbe neanche alzarsi alla mattina e andare in ufficio. Eccovi i pro e i contro che non potete evitare di considerare quando la discussione tocca l'aria condizionata.

15 Luglio 2011 alle 00:00

– Fa malissimo.

– Senza non si può più vivere.

– Non è tanto l’aria condizionata che fa male, quanto l’escursione termica ogni volta che si entra o esce da una stanza condizionata.

– Le si può facilmente attribuire le cause di qualunque calamità, da quelle personali (il blocco della digestione) a quelle planetarie (il buco dell’ozono).

– Non mancare di rievocare le parole di un recente ministro della salute dada che suggeriva agli anziani di trascorrere più tempo nei supermercati.

– Dormire con l’aria condizionata è un deliberato tentativo di suicidio. Se qualcuno lo afferma, replicare immediatamente che dipende da come la si usa. Eventualmente aggiungere di gradire temperatura e umidità adatte alle conifere.

– Che faccia male è pura superstizione. Avvalora la tesi il fatto che la usino persino negli ospedali.

– Sentenziare che l’importante è pulire con regolarità i filtri.  Contestualmente stilare elenchi di malattie virulente, e potenzialmente letali, propagate dall’aria condizionata. Portare esempi di interi uffici decimati.

–  Ricordare quando era considerata uno status evidenzia una solida tempra sociologica.

– Osservare che si è più o meno tutti diventati adulti senza conoscerla. Approfittarne per scagliarsi contro i bisogni indotti da uno stile di vita dissennatamente consumistico.

– La peggiore è quella dell’automobile. Non spiegare per quale ragione, accettarlo come un articolo di fede.

– Dire di non conoscere nessuno che usi la parola climatizzatore invece di condizionatore, a eccezione dei venditori di automobili.

– Detestare quei tassisti che non la usano, pur avendola, e che dichiarano di non farlo perché non la sopportano, mentre in realtà è chiaro che cercano solo di risparmiare benzina.

– Notare come chi non possieda un condizionatore raramente resista alla tentazione di spiegare al prossimo perché sia meglio non averlo.

– Considerare pensosamente che ci sono quelli che, pur avendo il condizionatore, non lo usano per rispetto dell’ambiente. Ammirarne lo stoicismo, ma tenersi lontani da certi livelli di integrità morale.

– Rilevare che in America la tengono mediamente a una temperatura di quattro o cinque gradi più bassa rispetto all’Europa. Notazione che fa intuire uno stile di vita internazionale. (Vedi seguente)

– In Asia la tengono al limite dell'assideramento. Contestualmente alludere all’entusiasmo per una tecnologia acquisita di recente, facendo il parallelo con quanto è accaduto in Italia negli anni Cinquanta con l’automobile.

– Evocare con orrore una trasvolata atlantica con temperature all'interno dell'aereo di poco superiori a quelle all'esterno.

– Aborrire la fioritura dei condizionatori sulle facciate dei palazzi rivela un’acuta sensibilità estetica. Di seguito far partire una pippa sui prezzi richiesti dal progresso, quindi valutare se concludere con: "Del resto, mica possiamo continuare a circolare con i calessi".

– Preferire il ventilatore, che muove l’aria ma non la raffredda.

– Detestare il ventilatore, che muove l’aria, ma non la raffredda e pertanto è di fatto inutile.

– Il ventilatore è sempre mortale. Meglio allora la pala da soffitto che è orribile ma funziona (per il resto vale tutto quanto detto per il ventilatore).

– Ricordare con tenerezza i condizionatori mobili degli anni Settanta, che obbligavano a fare dei buchi di venti centimetri di diametro nelle finestre.

– Se si parla di aria condizionata, generalmente riscuote consenso chiedere con aria filosofica e vagamente blasé: “Ma condizionata da chi?”

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